Lavoro, stipendi, ottimismo: bello esser nati negli anni '30

Ogni generazione si sente un po' vittima e un po' benedetta. Ma quale è stata la più fortunata? Conta di più la sicurezza economica o l'assenza di confini e limiti? Meglio un mondo a portata di iPhone o la gioia di andarsene in giro di notte senza rischiare scippi e rapine? Il dibattito è infinito e le «fazioni» in gara sono tante quante le generazioni. Chi è nato tra gli anni Trenta e Quaranta ha passato un'infanzia dura, tra le privazioni della Seconda guerra mondiale. Ma poi ha vissuto il meglio di questa Italia. Lavoro facile, stipendi alti, stabilità politica, benessere e l'ottimismo che ha permesso al Paese di uscire dal Dopoguerra e di entrare di diritto tra i grandi della Terra. Neppure il terrorismo degli Anni di piombo minò quel senso di benessere. Perché quella generazione era (quasi) compatta nel condannarlo, mentre oggi davanti all'Isis non facciamo che dividerci.