L'avvocato di Stasi denuncia: "Quattro mesi in carcere senza sapere le motivazioni"

Il legale Giarda: "Se erano così sicuri nel condannare Stasi, perché ritardano a motivare la condanna? C'è di mezzo la vita umana, non si deve aspettare troppo"

Quattro mesi in carcere senza sapere il perché. A denunciare l'accaduto è Angelo Giarda, avvocato penalista che da anni difende Alberto Stasi. In una intervista al Giorno, il legale tuona: "Quattro mesi di attesa senza avere le motivazioni della sentenza, inspiegabile. C'è un cittadino della Repubblica italiana in carcere da quattro mesi. Ci siamo noi, suoi difensori, bloccati. Dal momento che non sappiamo come si sono mossi i giudici della Cassazione, non possiamo fare le nostre contromosse. Non esiste un ritardo quando si tratta della vita di un uomo. Le motivazioni vanno depositate il giorno dopo. Per il momento non sappiamo che itinerario ha seguito la Cassazione per arrivare alla sentenza. E quindi non sappiamo come controbattere".

E poi l'avvocato lancia un dubbio: "Mi chiedo, se erano così sicuri nel condannare Stasi, perché ritardano a motivare la condanna? C'è di mezzo la vita umana, non si deve aspettare troppo".

Commenti

titina

Dom, 17/04/2016 - 11:27

Lui il perchè lo sa benissimo

Linucs

Dom, 17/04/2016 - 12:37

Devono compilare i modulo, mettere i timbri, seguire la procedura, etc.

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robocop2000

Dom, 17/04/2016 - 12:55

GLIELA DO IO LA MOTIVAZIONE. E' E RESTERA' IN GALERA PERCHE' E' UN ASSASSINO ECCO IL PERKE'.

xgerico

Dom, 17/04/2016 - 14:44

Dai su, questo più ci sta in galera meglio è!

agosvac

Dom, 17/04/2016 - 14:51

Il problema è ancora più grave di quello prospettato dall'avvocato di Stasi.Il problema è che Stasi è stato condannato dalla Cassazione pur senza altri elementi aggiuntivi rispetto ai due processi in cui era stato assolto nei primi due gradi di giudizio. Cosa hanno mai visto le vecchie cariatidi della Cassazione che era sfuggito ai giudici in prima e seconda istanza??? Magari hanno bisogno di molto, molto tempo, per inventarsi qualcosa di molto, molto strano!!!

Gianni Barbero

Dom, 17/04/2016 - 15:01

Certo che questo sistema tutto e solo italiano per cui il Tribunale emette la sentenza al processo,e poi dice i motivi mesi dopo è veramente inquietante. Sembra quasi che i Giudici tirino in aria la monetina,e poi incarichino uno di loro di motivare,con calma,la decisione:-)

Happy1937

Dom, 17/04/2016 - 16:16

Non entro nel merito dell'innocenza e della colpevolezza. Quando uno, dopo essere stato assolto due volte, viene condannato al terzo tempo ha il sacrosanto diritto di conoscerne immediatamente le ragioni. Nei Paesi civili, es. USA, chi è stato assolto una volta non puo' più essere processato per la medesima imputazione.

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gammasan

Dom, 17/04/2016 - 16:29

Ma allora di Bossetti che dobbiamo dire?

Cheyenne

Dom, 17/04/2016 - 17:16

essendo innocente i magistrati non sanno che fare

Arrigo d'Armiento

Dom, 17/04/2016 - 17:42

LA LEGGE DI LYNCH - Come confermano molti dei commenti su questa pagina, in Italia non si condanna o si assolve in base alle prove, ma in base a quello che dice la piazza. Stasi ha gli occhi di ghiaccio, quindi è colpevole. Priebke viene assolto, poi la piazza strilla, gli rifanno il processo e viene condannato. Sulla Franzoni non trovano prove, ma non le trovano su nessun altro. Allora condannano la Franzoni. Le sole prove contro Scattone e Ferraro li scagionano (il filmato della Alletto), allora i giudici non ammettono la prova e li condannano. Potrei proseguire per altre cento pagine. Arrigo d'Armiento - Roma

Giuseppe Borroni

Dom, 17/04/2016 - 18:14

i parrucconi della cassazione sono troppo impegnati.......lavorano troppo e sono stressati ........si svegliano solo quando devono decidere su cose che riguardano loro da vicino....come i loro stipendi assurdi e le loro pensioni principesche

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ottimoabbondante

Dom, 17/04/2016 - 18:18

Happy 1937@@ Mica siamo in USA. Qui siamo in Italia. Dicono che sia la madre del ''diritto''. La nostra giustizia invece fa ridere i polli. Seguendo le fasi dell'iter, risulta assolto due volte: prima istanza, seconda istanza . In cassazione non hanno aggiunto nulla di nuovo. Cosa avranno visto quei giudici????Per quali notivi lo hanno condannato se nulla é stato aggiunto rispetto alle precedenti fasi processuali ???? Sarei pure io curioso di saperlo e maggiormente la difesa ha diritto di sapere. E subito, non fra tre anni. Purtroppo il pm puó appellari avverso la sentenza di assoluzione. Ció che invece non succede nel diritto anglosassone. E non mi si venga a dire che sono retrogradi. Ed é quello che il governo di cdx voleva far approvare. Per porsi alla pari con le grandi democrazie: britannica e americana. Ma purtroppo le comari isteriche sbrodolandi indignazione dissero NO. Il cdx caló le brache e non se ne fece nulla. Sic transit.....

Trentinowalsche

Dom, 17/04/2016 - 18:32

Beh, che volete, si sa che nei consessi occidentali la giustizia italiana è considerata una schifezza. E' la causa prima dei mancati investimenti esteri in Italia: danni per svariate centinaia di miliardi.Anche a detta del pinguino di palazzo Chigi lavora poco e male...

DoctorMR

Dom, 17/04/2016 - 22:29

E' in carcere perché condannato con sentenza definitiva per omicidio. Condannato, peraltro, a una pena mite. Caro avvocato Giarda, se un professionista di spessore come lei ricorre a questa gazzarra mediatica vuol dire che lei sa BENISSIMO che il soggetto è colpevole. Sappia anche che deve ringraziare di vivere in Italia: in altri sistemi starebbe in cella a lavorare fino alla fine dei suoi giorni o con un bell'ago infilato nelle sue vene pronte ad accogliere l'iniezione letale.

Klotz1960

Lun, 18/04/2016 - 05:36

Secondo un detto Usa, perfino un orologio rotto da l'ora giusta, 2 volte al giorno. Stasi e ' STRAcolpevole. Chi crede alla sua innocenza, si compri l' opera completa dei fratelli Grimm. Se non fosse sufficiente, dopo suggerisco Andersen. Niente Collodi, e' troppo realista.

silvio50

Lun, 18/04/2016 - 08:58

come in tanti processi serve un colpevole non il colpevole, cosi l'opinione pubblica è contenta.