Il leader dei No Tav Perino: "Il sabotaggio? Tecnica non violenta"

Alberto Perino si difende dalle accuse di terrorismo

"Dopo aver provato tutte le strade possibili rimane soltanto il sabotaggio. Siamo montanari, non deficienti". A parlare è Alberto Perino, storico leader dei No Tav della Val di Susa. L'uomo è stato intervistato dalla trasmissione televisiva di Italia 1 "Le Iene".

Perino, che ha spiegato il sabotaggio citando Nelson Mandela, ha affermato che "è una tecnica della non violenza" e non comporta "alcun rischio per gli esseri viventi". Il leader del movimento contro la linea ad alta velocità ha risposto alle accuse di terrorismo fatte nei suoi confronti dalla procura di Torino in merito all'attacco dei No Tav del 14 maggio 2013 al cantiere di Chiomonte. Perino ha spiegato che hanno solamente "bruciato un compressore utilizzando della benzina". Poi, polemizzando con chi critica i modi del movimento, attacca: "Perchè quando i sassi li tirano in Palestina sono degli eroi e se per caso ci scappa un sasso in Clarea sono dei criminali? Non sono tutti sassi?".

Infine il leader dei No Tav ha ribadito che la Torino-Lione è "un'opera inutile e devastante". Prima o poi "smetteranno di costruirla. Sono mica 25 anni che ci facciamo un fondoschiena così per far vincere gli altri".