Lecce, arriva la Shockwave per guarire il cuore con le onde d'urto

È la prima volta che viene utilizzata nel Sud Italia. Pochi giorni fa la tecnica innovativa è stata utilizzata anche in Calabria

Si chiama «Shockwave» la nuova tecnica utilizzata nell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce per curare il cuore. È stata utilizzata in Puglia per la prima volta nel Sud Italia. Si tratta di un metodo d'eccellenza che serve, attraverso delle onde d'urto, a demolire le placche coronariche e a rimettere il cuore in salute. La tecnica innovativa è stata applicata su una donna di 78 anni, reduce da un'angina da sforzo e con conseguenti problemi cardiovascolari.
La donna aveva un restringimento dell’arteria coronaria. L'equipe medica ha così voluto applicare la "Shockwave" presentata a Parigi appena un mese fa.
Si tratta di una procedura poco invasiva che evita l’intervento chirurgico. La shockwave è seguita da un’angioplastica tradizionale che permette l’impianto di tubicini usati per riparare le arterie ostruite o indebolite, gli stent multipli.
Dopo Lecce la tecnica è stata utilizzata anche nel Sant’Anna Hospital di Catanzaro su un paziente che aveva compromesso il regolare flusso del sangue al cuore.
La shockwave è già ampiamente utilizzata in urologia per il trattamento della calcolosi renale, ma permette di trattare anche più semplicemente le lesioni coronariche maggiormente calcifiche. Si tratta di placche molto dure, difficilmente dilatabili con i comuni palloni di angioplastica e con gli stent.