Lecce, i genitori del dj suicida denunciano il pm

Sotto accusa, Carmen Ruggiero, giudice della corte d'appello di Lecce: avrebbe chiesto in ritardo gli elementi per le indagini

Un suicidio che i genitori non vogliono accettare probabilmente. A tre anni dal presunto suicidio di dj Navi, al secolo Ivan Ciullo, il giudice vuole archiviare le indagini e i genitori lo denunciano per omissione degli atti d'ufficio.

Il deejay fu trovato impiccato ad un ulivo tra i muretti a secco nelle campagne tra Taurisano e Acquarica del Capo, in provincia di Lecce, il 22 giugno 2015.

Oggi ad essere denunciata è il pm della corte d'appello di Lecce Carmen Ruggiero che ha portato avanti l'inchiesta sulla morte del giovane pugliese. Il magistrato è accusato di aver chiesto in ritardo l’acquisizione delle celle telefoniche utili per le indagini.

Secondo quanto si legge, il pm, nonostante il gip Vincenzo Brancaccio avesse chiesto un ulteriore approfondimento delle indagini, disponendo l'acquisizione delle celle telefoniche sia del cellulare di Ivan che dell'unico indagato nell'inchiesta (con cui la vittima pare abbia avuto contatti fino all'ultimo) avrebbe conferito l'incarico al consulente tecnico solo oltre il tempo previsto perché le compagnie telefoniche possano fornire la documentazione integrale del traffico storico. Il materiale, che quindi poteva essere utile per le ricerche, è andato tutto distrutto. Un ritardo che per il legale della famiglia avrebbe comportato la perdita di elementi fondamentali per la prosecuzione delle indagini.

Sui reati di cui è accusato il magistrato indagherà la procura di Potenza.