Il marito la picchia, lei chiede aiuto sui social

L'uomo è stato arrestato. Un altro caso di violenza nella provincia di Catania

L'ennesimo caso di violenza tra le pareti domestiche. Il fatto è accaduto a San Pietro in Lama, un Comune di 3mila anime in provincia di Lecce. Un uomo di 35 anni è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. La vittima dopo l'aggressione fisica è riuscita, tramite un social network, ad informare una sua parente residente in una località del centro-nord Italia e, quest'ultima, ha subito allertato i militari. I carabinieri hanno rintracciato l'abitazione e sono intervenuti tempestivamente. L'uomo è stato così dichiarato in arresto e, su disposizione del sostituto pubblico ministero di turno presso la procura della Repubblica di Lecce, è stato condotto presso la casa circondariale del capoluogo salentino.

Un altro caso simile è avvenuto a Biancavilla, un Comune in provincia di Catania. Un uomo di 29 anni si trova ora agli arresti domiciliari per maltrattamenti contro familiari e lesioni personali aggravate. Vittima la moglie 25enne. Dalle indagini è emerso che la donna ha subito maltrattamenti dal 2009 ad oggi. L'uomo, nell'arco della convivenza matrimoniale, avrebbe sempre tenuto un atteggiamento aggressivo, minaccioso e prevaricante nei confronti della moglie, picchiata regolarmente con schiaffi, pugni e calci, anche alla presenza dei due figli minorenni - di 4 e 9 anni - e quando era in stato di gravidanza. La vittima veniva, inoltre, insultata. L'uomo le diceva che era "pazza, scema, mongola". Lei, per tenere unita la famiglia, lo aveva sempre perdonato evitando di denunciarlo.

Il 3 aprile scorso, però, recandosi insieme a prendere il figlio a scuola, solo per il semplice fatto che sul cellulare della donna fosse arrivato un messaggio da parte di un'amica, l'uomo ha dapprima aggredito verbalmente la moglie per poi, una volta a casa, afferrarla per i capelli e colpirla con calci e pugni alla schiena. Dopo l'aggressione la donna è stata accompagnata in ospedale dai genitori. Lì i medici le hanno diagnosticato "un trauma cranico minore e dei traumi contusivi alle zone dorso-lombare". Temendo per la propria incolumità e soprattutto per quella dei figli, la 25enne ha trovato la forza di denunciare il marito ai carabinieri. Il giudice, accogliendo la richiesta del magistrato titolare dell'indagine, ha emesso la misura restrittiva.