Lecce, rinviato a ottobre il processo per venticinque No Tap

Gli attivisti del movimento contro la costruzione del gasdotto fuori al tribunale: "Difendere la terra non è un crimine"

È rinviato al prossimo 10 ottobre il processo per i venticinque attivisti del movimento "No Tap" a Lecce. Gli imputati sono accusati dei disordini che si sono verificati il 13 Novembre del 2017. Quando il prefetto di Lecce istituì la cosiddetta "zona rossa" intorno al cantiere per la costruzione del Tap (il gasdotto trans-adriatico che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, nella provincia di Lecce, permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dall'area del Mar Caspio in Italia e in Europa). La zona è quella di San Basilio, a San Foca di Melendugno, nel Leccese.

Il processo sarebbe dovuto iniziare due giorni fa nel tribunale di Lecce. Ma è stato rinviato a causa del difetto di notifica nei confronti di due dei venticinque attivisti. Intanto fuori al tribunale c'era una nuova manifestazione del movimento No Tap contro il processo che porterà alla sbarra alcuni dei suoi attivisti. Uno striscione è stato esposto fuori al tribunale: "Difendere la terra non è un crimine".

Gli imputati, però, sono accusati di manifestazione non autorizzata e, a vario titolo, di danneggiamento, violenza privata, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Intanto la società Trans Adriatic Pipeline del gasdotto in costruzione si costituirà oarte civile nel processo.