Lecce, Xylella: ​Emiliano a colloquio dai pm

Il governatore pugliese è stato ascoltato dai pm. Dopo il sequestro di 4mila ulivi, tutti chiedono chiarezza

All'indomani del sequestro di 4mila ulivi salentini aveva chiesto di parlare coi pm. E così è stato: ieri sera, per oltre due ore e mezzo, il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, è stato formalmente ascoltato come "persona offesa" dai magistrati che indagano sull’emergenza Xylella. Lo ha precisato lui stesso, al termine dell'incontro, senza nulla aggiungere sul contenuto del colloquio.

A richiedere massimo riserbo è stato il procuratore capo di Lecce Cataldo Motta che, con i pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, sta coordinando le indagini che hanno portato alle dimissioni dell'ormai ex commissario straordinario per l’emergenza fitosanitaria, Giuseppe Silletti, comandante regionale del Corpo Forestale.

La palla ora, infatti, è passata nelle mani della regione, a cui il governo continua a chiedere conto, spaventato anche dalla minaccia della procedura d'infrazione dell'Unione Europea.

Il confronto coi pm era divenuto essenziale per il governatore pugliese, perché c’è da pianificare la strategia post emergenza per affrontare il disseccamento degli ulivi, senza intralciare il lavoro della procura. Una cosa è certa: dopo che pure il gip Alcide Maritati ha convalidato il sequestro preventivo d'urgenza, gli alberi non possono essere sradicati.

È una fase delicata e i problemi in questo momento sono tanti. Innanzitutto per gli olivicoltori pugliesi, che devono affrontare la situazione. Ma tra le categorie in difficoltà ci sono i tecnici che, pur cercando di fare chiarezza, senza dati certi, non sanno quale campana ascoltare. E i vivaisti, messi in ginocchio dalla "psicosi" Xylella. Dal novembre del 2013 sono, infatti, 140 i vivai salentini bloccati: costretti a tenere in vita piante che, però, non possono vendere, nonostante le analisi a cui sono state sottoposte abbiano escluso la presenza del parassita.

Certo, non bisogna pensare che il Salento si sia trasformato in una distesa di ulivi rinsecchiti. In molte zone neppure si notano i sintomi della malattia. Solo nell'epicentro del focolaio, a Gallipoli, le immagini parlano da sole.

Ma qui nulla è stato fatto per provare a salvare le piante. Dove invece le buone pratiche agricole sono state adottate la differenza si vede, eccome. Specialmente in alcuni casi.