L'era dell'innamoramento col freno a mano

La precarietà mina alla base i rapporti tra i giovani, costretti a cambiare città e lavoro spesso

Un tempo due ragazzi potevano innamorarsi nella stessa scuola, nella stessa università e poi trovare lavoro nella stessa città dove poi andare a convivere e sposarsi. Oggi la formazione invece richiede a tutti di recarsi per lunghi periodi in un'altra università o di lavorare in un'impresa all'estero. Chiunque vuol studiare, perfezionarsi o comunque far carriera in un mondo globalizzato deve essere disposto a lasciare il suo ragazzo o la sua ragazza per lunghi periodi. Questa insicurezza del futuro fa sì che molti giovani incomincino ad innamorarsi ma poi frenino, rallentino volontariamente la loro passione perché in fondo sanno che ad un certo punto dovranno lasciarsi. Abbiano cioè un innamoramento frenato.

È il caso dei marittimi che restano lontani da casa molti mesi, dei migranti che stavano via lunghi periodi di tempo. Ma in questi casi era tutto previsto in anticipo e la gente si preparava fin da piccola a queste lunghe separazioni.

Un altro esempio di innamoramento frenato lo vediamo sempre più spesso nelle donne che verso i cinquant'anni, con figli ormai grandi e divorziate, si innamorano di un ragazzo molto più giovane. Mentre i maschi adulti che si innamorano di una ragazza giovane hanno solo problemi di adattamento reciproco e di dialogo fra generazioni diverse, le donne spesso in cuor loro immaginano che ad un certo punto diventeranno troppo vecchie e il loro uomo finirà per lasciarle per una più giovane e quindi nel fondo del loro cuore c'è il timore di perdere il loro amato. Questo cambia intimamente il loro rapporto. Alcune sviluppano un amore di tipo materno, altre si abbandonano ad un amore sfrenato perché lo considerano l'ultimo meraviglioso regalo che la vita ha voluto donare loro.

Tornando al tema dell'innamoramento frenato un bell'esempio ci viene dato dal breve amore fra Meryl Streep e Clint Eastwood nel film I Ponti di Madison County. Quello fra il fotografo di passaggio e la donna che vive nella casa isolata è un vero innamoramento condizionato però dal fatto che entrambi hanno deciso che dovranno lasciarsi dopo pochi giorni.

Commenti

swiller

Dom, 04/09/2016 - 20:18

La famosa retromarcia.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 05/09/2016 - 08:07

Ma la Streep non si era innamorata in un altro film di Robert DeNiro? Io non ci sto capendo più una fava... Professo'?

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 05/09/2016 - 11:23

Gli articoli di Alberoni hanno un pregio: sono biodegradabili. Passano e si decompongono, senza lasciare traccia.

Skarr

Lun, 05/09/2016 - 11:54

Giano, qui di biodegradabile penso ci sia solo la sua intelligenza. Gli articoli del dott. Alberoni sono fra i migliori che possiamo leggere sul Giornale.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 05/09/2016 - 13:19

Skarr, solitamente non rispondo agli insulti, ma faccio un'eccezione. Prima di giudicare l'intelligenza altrui, dia una controllatina alla sua, perché se è convinto che gli articoli di Alberoni, che sono la quintessenza della banalità, sono fra i migliori del Giornale, deve avere qualche problemino, anche serio.

Lotus49

Lun, 05/09/2016 - 14:55

Biodegradabili o no, gli articoli di Alberoni danno spunti di riflessione e per questo sono apprezzabili, senza necessariamente dover essere d'accordo con tutto quello che scrive.

sparviero51

Lun, 05/09/2016 - 19:29

Giano : FATTI UN GIRETTO A CAPALBIO,LI' SI CHE TROVERAI VERI FILOSOFI !!!

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Mar, 06/09/2016 - 06:07

Professore lei parla di innamoramento come se fosse una esperienza ripetibile, io sono più per una visione "Stendhaliana" del fenomeno, ci si innamora una volta sola nella vita e quell'esperienza viene come cristallizata per sempre, unica , irripetibile, l'errore è cercare di riviverla ricreandola. Dopo ci sarà l'amore ma senza innamoramento.

mariolino50

Mar, 06/09/2016 - 08:51

Bellissimo film, purtroppo ho avuto una esperienza simile, e ti lascia in brutte condizioni, ce ne vuole per uscirne.

galerius

Mar, 06/09/2016 - 15:43

E' un campo in cui non ci sono leggi precise, Maximilien...per come lo vedo e l'ho vissuto io, l'innamoramento non è programmabile, ti coglie alla sprovvista, a qualunque età, più volte. E, almeno per me, l'ultima volta è sempre più forte e tenace delle precedenti...

sandanel

Mer, 07/09/2016 - 00:04

Mi pare che piu' che il freno a mano, le coppie di oggi abbiano i freni rotti...

Tuthankamon

Mer, 07/09/2016 - 22:28

Tutti i mezzi sono buoni per affondare la famiglia la cui de-stabilizzazione ... affonda il Paese. La moda di essere moderni a tutti i costi ha un prezzo, molto alto!

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Euterpe

Gio, 08/09/2016 - 18:34

Alberoni qui contraddice se stesso. Nel suo libro 'Innamoramento e amore' presenta l'innamoramento come 'stato nascente', forza a cui non si può resistere,che non conosce ostacoli ed età, rigenerante per l'individuo, ora invece lo riduce a tiepido sentimento, condizionato da piccoli calcoli riguardo alla durata o da altri realistici fattori,per il quale si può innestare la retromarcia, oppure, nel caso di signore (gli uomini vicini all'andropausa ne sono esclusi))non più giovanissime, esse si abbandonerebbero all'istinto di baccanti in campo erotico. E' veramente un articolo inaccettabile per superficialità di analisi,che mescola elementi sociologici - esentimentali - psicologici dando vita ad un guazzabuglio indigeribile.

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Giano

Ven, 09/09/2016 - 14:34

Brava Euterpe, perfetto. Se penso che hanno fatto fuori Veneziani per far posto ad Alberoni...

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rosario.francalanza

Ven, 09/09/2016 - 19:12

@Euterpe, innanzi tutto sono contento di tornare a leggere i tuoi interventi e, se me lo permetti, ne approfitto per salutarti con affetto! Però permettimelo, non sono del tutto d'accordo con il tuo post; credo che, tutto sommato, Alberoni abbia voluto solo 'disegnare' un quadro, seppur sommario, dell'attuale mondo dell'innamoramento e della precarietà che ci tocca affrontare dato che, ormai, siamo alla 'deriva' sociale. Siamo sostanzialmente dei 'nomadi' dell'amore e dei valori; scivolati, ormai, nel relativismo e nel 'calcolo dell'egoismo' hobbesiano, non ce ne frega più di tanto del vero sentimento per lasciarci trasportare dall''intestino' dei sentimenti. E poi sarà quel che sarà. Stai a vedere che solo queste nostre chiacchierate' virtuali' (dove non sappiamo neanche dove stiamo e come siamo fatti) rimarranno gli unici punti fermi della nostra società destabilizzata?

Georgelss

Sab, 10/09/2016 - 08:35

Alberoni e'spesso scontato e ci dice cose che sapevamo gia' da anni. Ma pure voi siete un po str....i !

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 10/09/2016 - 15:43

L'amore dei romantici, che io credo si possa identificare con l'innamoramento,non prevedeva l'happy end, di matrice borghese, infatti solitamente esso aveva una conclusione tragica e nel caso, insolito, in cui vi fosse stata una conclusione felice, ci si accontentava in modo vago del ' ... e vissero felici e contenti', senza andare oltre. Ora, riguardo alla situazione odierna che tu hai così bene delineata, io mi pongo altri interrogativi, a cui non so dare risposta. Forse siamo diventati più realisti, siamo consapevoli del fatto che l'innamoramento è transitorio, che la passione non vale poi la pena di condizionare o sacrificare il futuro, non abbiamo più la volontà di coltivare i sentimenti integrandoli in un progetto di vita, perché sappiamo già che la volontà è debole e la società odierna lo rende di difficile, se non impossibile realizzazione? (II parte)

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 10/09/2016 - 17:14

Caro Rosario, premetto che qui non di amore si parla, ma di innamoramento, che può essere considerato un conglomerato di proiezioni narcisistiche, in cui il partner viene vissuto come un'estensione o un rispecchiamento del vero sé, si vive cioè nell'illusione che come tale è destinata a svanire, soltanto in rari casi esso riesce a trasformarsi in amore . Credo allora che l'azione frenante di cui parla Alberoni esprima il venire alla luce della contraddizione interna alla concezione stessa del rapporto amoroso così come si pone nella nostra società, cioè un ibrido tra passione, per sua natura irrazionale, che però poi dovrebbe essere incapsulata e istituzionalizzata nella convivenza,nel matrimonio,che è come voler costruire una casa, che si vorrebbe solida, duratura, sulle sabbie mobili; (continua)

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Euterpe

Sab, 10/09/2016 - 17:16

perché essa non crolli, occorre un'azione permanente di controllo e consolidamento, la quale , fuor di metafora, sarebbe poi la trasformazione dell'innamoramento in amore, per quelli fortunati e dotati di buona volontà. (I parte) -----Non si riesce a fare un discorso che abbia una certa logica con questo tipo di pubblicazione-----

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 10/09/2016 - 17:19

Perdute le antiche certezze, non sappiamo costruirne di nuove , le alternative ci vengono proposte, ma sono inaccettabili, e per me alcune anche disgustose, ma qui poi si dovrebbe aprire un altro discorso. Anche a me fa sempre piacere leggerti, peccato che ciò accada sempre più raramente e me ne dispiace. Un fraterno abbraccio.

bistecca

Dom, 11/09/2016 - 08:09

Che bello leggere Euterpe e Rosario, invece dei soliti dementi criticoni a vuoto che si insultano reciprocamente.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 11/09/2016 - 12:36

@Euterpe, credo che questa sia un'epoca di una inedita e mai vista ipocrisia. Non è vero che oggi siamo più istintivi rispetto al passato, più disposti a passare sopra alle presunte 'convenzioni' per adire al "vero amore". Alberoni sembra ammettere che, oggi, a dispetto dei bei discorsi sul 'lasciarsi andare' al 'tarantismo delle emozioni', siamo tuttavia un pugno di perbenisti (per convinzione o convenienza non lo so) che calcola, molto meglio che in passato, come gestire l'innamoramento. Un tempo stavi (seriamente) una vita con la stessa persona; oggi stai tre giorni (sempre seriamente) con una persona e poi ... chissà! Intestino e calcolo, mai "amor che ne la mente mi ragiona"! Comunque vada ci siamo belli che 'emozionati'. La nuova consolazione degli oppressi. @Eu, effettivamente è sempre più raro che invii post, non vorrei che mi stia disilludendo che si possa fare qualcosa: purtroppo è quello che, da qualche parte, vogliono. Un abbraccio! PS: un salutone a @bistecca!