Libia, Saadi Gheddafi a processo con l'accusa di omicidio

Il figlio dell'ex rais a processo per la morte di un calciatore libico scomparso nel 2006: caso di cronaca giustizia ad orologeria contro l'ex dittatore?

Ricordate Saadi Gheddafi, figlio del rais Muammar, reso celebre in Italia da un fugace quanto improbabile debutto in serie A con la maglia del Perugia? Correva l'anno 2004 e Saadi era solo il rampollo annoiato del dittatore un po' megalomane della Libia.

Oggi, undici anni dopo, Saadi è irriconoscibile. Privo della protezione del padre, ormai disarcionato dal proprio posto di comando e barbaramente trucidato dagli insorti nell'ottobre 2011, lo sventurato figlio del rais è nei guai con la giustizia, alle prese con un'accusa di omicidio.

Fuggito in Niger e quindi estradato in Libia poco più di un anno fa. Ieri, scrive il britannico The Daily Mail, Saadi è comparso in tribunale per rispondere dell'accusa di aver ucciso un giocatore di calcio, il libico Bashir al-Riani, scomparso ormai dal 2006. Seduto nella gabbia che ospita la gabbia degli imputati, il figlio dell'ex rais ha ottenuto che il processo venga aggiornato al 19 luglio, per dare tempo ai propri avvocati di stendere le necessarie memorie difensive.

Nei primi anni Duemila, Gheddafi junior giocò per qualche mese nel Perugia di Luciano Gaucci, che in cambio dell'ingaggio del figlio aveva incassato dal colonnello libico un'ingente iniezione di liquidità. Saadi risultò poi positivo all'antidoping e la sua carriera in serie A ne venne stroncata.

In patria, invece, conquistò la fascia di capitano della nazionale maggiore, sia pure tra mille polemiche: si mormorava addirittura che gli arbitri venissero minacciati di morte se non avessero fischiato a favore del figlio del dittatore. Nel febbraio 2011, allo scoppio dei disordini in Libia, Saadi potrebbe aver giocato un ruolo importante nel tentativo di repressione dell'insurrezione dei ribelli anti-gheddafiani, segnando in questo modo il proprio destino al momento del cambio di regime.

Ora che il regime è crollato e Saadi assicurato alla giustizia del nuovo stato libico, le autorità di Tripoli garantiscono che "sarà trattato secondo tutte le norme internazionali". Insieme ai fantasmi del proprio passato politico, però, ora il figlio del rais sarà chiamato a rispondere anche della misteriosa scomparsa di quel collega che forse aveva dimenticato.

Commenti

maricap

Lun, 11/05/2015 - 11:51

Ma basta con queste buffonate! Ma da che parte sarebbe dovuto stare, il figlio del Colonnello dittatore? Ma quando si capirà, che quella era l'unica via di governo esistente, in quella landa desolata, ma ricchissima nel sottosuolo. Ancor oggi, nonostante che il disastro, causato dall'intervento di idioti, sia sotto gli occhi di tutti, nessuno cerca di porvi rimedio. L'ONU dovrebbe imporre uno stop ai combattimenti, e la formazione di un governo democratico, entro una certa data, oltre la quale saranno le armi a farlo, magari aiutando una fazione a distruggere le altre. L'ONU, Organizzazione - Non – Utile, ma altamente dannosa. Sempre e solo, al servizio dei terrorismo arapas & C.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 11/05/2015 - 14:59

Sembra un processo farsa. Non è giusto che i figli paghino per le colpe dei padri, infatti così sta scritto sull'Antico Testamento, che il teoria dovrebbe essere condiviso anche dall'Islam.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 12/05/2015 - 12:03

Gheddafi Jr. potrebbe fare come suo padre: il castigamatti e finalmente rimettere a posto la Libia proteggendola dalla minaccia dei tagliagole. Alla faccia di Obama.