«L'imposizione fiscale avvantaggia gli stranieri»

Il presidente di Conftrasporto e Fai (Federazione degli autotrasportatori italiani): «Il governo continua a ignorarci. Occorrono regole. Siamo per la qualità dei servizi»

Il Transpotec 2015 coglie l'autotrasporto in un momento delicato: moria di aziende, flotte in contrazione, fuga verso i Balcani. Utile l'opinione di Paolo Uggé, ai vertici di Conftrasporto e di Fai, la più importante organizzazione di categoria e tra i massimi esperti del settore. «Ormai è un dato di fatto - afferma -: la politica dei trasporti non è considerata dal nostro governo. Anche le prime dichiarazioni del neo ministro Graziano Delrio seguono tale assunto. L'evidenza che emerge e che dovrebbe essere sottolineata con forza è che è stata la politica della “non scelta” a produrre nel Paese infrastrutture poco necessarie, interporti inutili e aeroporti realizzati solo per accontentare le velleità dei politici importanti. É incredibile, ma purtroppo vero, come non ci si renda conto che prima di ogni cosa occorre compiere la “scelta“. Solo dopo aver deciso il quadro di insieme si può dare attuazione alle infrastrutture necessarie. La stessa denominazione del ministero lo dimostra: il dicastero dovrebbe essere denominato “dei Trasporti e delle Infrastrutture” anziché il contrario».

Sempre una questione di regole, di strategie, dunque.

«Senza una politica comunitaria dei trasporti ben definita i temi del settore restano in secondo piano. La mancanza di regole comuni in tema di sicurezza stradale o di lavoro per il personale mobile, come avviene per i marittimi, la mancanza di divieti di circolazione condivisi, a esempio, ne sono una riprova. Di contro, stiamo per subire l'avvento del cabotaggio totalmente libero».

E poi?

«Le autorità Ue puntano alla liberalizzazione del cabotaggio stradale senza prima armonizzare le regole. L'imposizione fiscale avvantaggia le imprese di alcuni Paesi europei (il costo del lavoro va da 4,20 euro/ora a oltre 40; l'Italia è ben sopra la media Ue con 28 euro, contro la media di 24). Appare chiaro che il nostro governo non ritiene che attraverso la politica dei trasporti e una logistica adeguata (da sola, consentirebbe di recuperare 40 miliardi di euro) la competitività del nostro Paese sarebbe in grado di reggere il cabotaggio».

Autotrasporto italiano a concreto rischio di estinzione?

«La Fai è convinta che solo qualità dei servizi, professionalità e rispetto delle regole potranno evitarci di essere subordinati a pochi operatori logistici europei. Altrimenti le imprese italiane continueranno a delocalizzare e gli stessi mono-veicolari verranno sostituiti da operatori di altri Paesi più convenienti. Dobbiamo lavorare per assicurare la migliore rappresentanza in sede comunitaria e ottenere più attenzione dal governo. La strada passa anche attraverso la crescita, nei vertici delle rappresentanze del settore, del valore di una reale unità nella difesa non delle poltrone ma degli interessi degli operatori». A Verona, Fai e Fai Service sono presenti in forze, con due seminari sulla legge di stabilità e il Jobs Act. Nel Trucky Village di grande interesse il Campus Truck, dedicato alla formazione, e il Truckjobs con gli annunci di lavoro specializzato. Si punta, quindi, a qualificare l'offerta per riscaldare la domanda.

GGu