L'imprenditoria che ce la fa: la storia di Testbusters

Nata come un corso per aiutare gli amici a passare i test di ammissione a medicina, si sta affermando in tutta Italia: riuscendo a fare impresa con successo

Quando lo incontro in un bar davanti all’Università Statale di Milano, Daniel Karang, studente 23enne di odontoiatra, si presenta con sotto il braccio solamente un computer portatile e una copia delle commedie di Pirandello.

Dietro quello che sembra uno studente come tanti si cela però una realtà imprenditoriale la cui storia merita però di essere citata. Merita di essere citata perché partita come un gioco tra amici e merita di essere citata per l’incredibile successo che raccoglie.

Con il suo amico e compagno di studi Ludovico Callerio, Daniel è infatti fondatore e socio amministratore di Testbusters, società che si occupa di organizzare corsi di preparazione ai test d’ingresso per le facoltà di medicina ed odontoiatria.

“Al liceo davo ripetizioni a ragazzi più giovani per una decina di euro all’ora. Iniziata l’università alla facoltà di odontoiatria, alcuni amici mi chiedevano consigli su come prepararsi al test di ammissione, che io avevo passato nell’estate del 2009 – racconta Daniel – Così mi è venuta l’idea di aiutare molte persone ottimizzando tempi ed energie, in cambio di un piccolo contributo di tre o quattro euro all’ora.”

All’inizio facevano lezione a trenta persone per volta, poi è nata l’idea di creare Testbusters, una sorta di “Acchiappa-test” coniata sul modello del più celebre Ghostbusters. Poi sono venuti i volantinaggi, la pubblicità agli studenti liceali e sui social network, la collaborazione con l’Università degli Studi di Milano: “Loro ci fornivano gli spazi e la possibilità di stampare e noi tenevamo i nostri corsi in maniera completamente gratuita: lo facevamo soprattutto per divertimento”.

Al termine di quello che era nato come un progetto per aiutare altri ragazzi e fare un’esperienza diversa dal solito, è arrivata però la svolta, inaspettata: “Al termine delle lezioni gratuite sempre più studenti ci chiedevano se non organizzassimo anche corsi più strutturati, dicendosi anche disposti a pagare. Anche perché tutt’ora il nostro corso – sorride - costa cinque volte meno di quelli organizzati dalla concorrenza”.

Così sono nati i corsi veri e propri, 180 euro per quaranta ore di lezione, appena quattro euro e cinquanta all’ora. L’iniziativa ha avuto successo e si è allargata anche ai poli universitari di Torino e Bergamo, grazie alla collaborazione di ex corsisti ora studenti di medicina.

Ora Testbusters, registratasi come società in nome collettivo davanti a un notaio, è presente in tredici città in tutta Italia, da Genova a Foggia, da Pisa a Catania. Sempre gestita da studenti, con numeri strabilianti: se cinque anni fa gli allievi erano una trentina e i ricavi praticamente nulli, per il 2014 si prevede di incassare tra i 250.000 e i 300.000 euro (i bilanci, ovviamente, verranno chiusi a dicembre), per un totale di quasi cinquecento corsisti.

I punti di forza dell’iniziativa? “Chiedere poco a tanti, ma preservando la qualità; sapere usare bene i social network (la pagina Facebook ha oltre 10.000 fan, con la massima valutazione di gradimento); il fatto di essere un progetto degli studenti per gli studenti.”

Per il futuro, Daniel non nasconde l’ambizione di espandere l’attività di Testbusters ad altri campi: “Magari aprendo una clinica privata tramite il network di futuri medici che si sta creando, ma sempre con l’idea di coniugare l’aspetto umanitario, fondamentale per ogni medico, con quello imprenditoriale legato alla soddisfazione nello sviluppare un progetto”

Commenti

isolafelice

Gio, 24/07/2014 - 18:00

Non per gufare, anzi auguro loro tutto il successo possibile,però; comincia a pagare l'affitto delle sale, inizia a pagare tutte le imposte e tasse che ci opprimono,le quote INPS o cassa professionale di riferimento, poi magari qualcuno che non passa gli esami e ti fa cattiva pubblicità... Mah!Saranno costretti ad aumentare la quota corsista e di conseguenza il loro bisness comincerà a perdere quota. D'altronde siamo in Italia dove chi imprende viene mazziato fin dall'inizio.