L'insostenibile infallibilità di Bankitalia

La cosa insopportabile dell'atteggiamento che il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco continua ad avere è l'illuministica certezza delle sue ragioni. La Banca d'Italia non sbaglia mai, in 120 anni non è mai stata disonesta, non ha cagionato la crisi del sistema bancario (e chi mai l'avrebbe accusata di questa scelleratezza? Costui probabilmente è in qualche ospedale psichiatrico), è quanto più o meno ha detto ieri audito all'asilo Mariuccia, dove il preside Casini, chiama alla lavagna un po' tutti gli studenti.

Gran parte degli osservatori si interrogano sul ruolo di Renzi e Boschi. È del tutto evidente che i due hanno provato a farsi affari non loro, così come è lampante che non ci siano riusciti. Anche se resta da capire cosa importasse a Renzi di Etruria, mentre cosa interessasse a Boschi è chiaro. Ma sono i dettagli del quadro.

Il resto ci interessa. Vi sembra verosimile che un'istituzione non sbagli mai? Semmai dobbiamo augurarci che lo faccia il meno possibile e non che ci dica, come continuano a fare da Palazzo Koch, che sono infallibili. Insomma dovevano controllare un migliaio di banche, molte di loro birichine, migliaia di bancari, alcuni loro dipendenti si sono fatti assumere da alcune di esse, nei loro convegni stavano gomito a gomito; ebbene, ma perché Visco deve fare il fenomeno?

Tutti sbagliano. E in finanza è la regola. Solo in Banca d'Italia l'errore non esiste? La combinazione di una selezionata burocrazia e il determinismo di una parte delle scienza economica ci ha regalato questo orrore della ragione: un'istituzione che non può ammettere il minimo errore. Mai. Fino a qualche anno fa, quando toppavano un numeretto nei propri documenti allegati alle considerazioni finali non ammettevano la svista. L'anno dopo rettificavano la tabella, senza errata corrige.

Sogniamo un'audizione del governatore della Banca d'Italia che inizi così: «Cari Signori, la nostra organizzazione è fatta di uomini. E come tutti sbagliamo anche noi. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma qualcosa ci è sfuggito di mano. Non siamo intervenuti per tempo in alcune occasioni, abbiamo sottovalutato in altre. Cercheremo di capire (...)

( ...) meglio perché tutto ciò è successo. Ma sin da ora possiamo dirvi che non tollereremo più porte girevoli tra la nostra banca e le vigilate». E poi un elenco degli errori e dei ritardi aperto, puntuale, dettagliato. Solo alla fine di questa lunga premessa mi sarei atteso un dato più generale. Banale e semplice: «Gentili Signori, i contribuenti italiani hanno pagato un conto a favore delle banche compromesse dalla crisi economica di 31 miliardi, meno degli 80 spagnoli, dei 240 tedeschi...».

E invece no. Visco si presenta all'ingresso dell'asilo Mariuccia e si mette a fare la lezioncina a tutti. E allora sì che ad uno gli viene il sangue al cervello. Governatore, scenda giù da quel piedistallo, e magari un paio di settimane le passi dietro ad uno sportello bancario. Per un po' ancora esistono.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 20/12/2017 - 19:35

I fatti dimostrano da anni l'incapacità di Banca a "governare" con la dovuta efficacia le sue funzioni. Il potere politico, specie se di sinistra, la condiziona a favore degli amici.

cgf

Gio, 21/12/2017 - 14:21

Beata la mente tanto piccola da non conoscere il dubbio.