L'ipertensione è un flagello

È la principale causa di ictus, infarti, scompensi cardiaci negli over 60

La Giornata Mondiale contro l'ipertensione, in programma il 17 maggio è promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League. È un appuntamento annuale coordinato in Italia dalla Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (Sila). «Impara a conoscere la tua pressione arteriosa», è il messaggio della Campagna. «Dopo i 60 anni è la principale causa di ictus, infarti, scompenso cardiaco e insufficienza renale», spiega il professor Giuseppe Mancia ricordando che solo il 20% dei pazienti ha la pressione arteriosa entro valori normali a causa soprattutto della scarsa aderenza dei pazienti alla terapia prescritta. L'ipertensione affligge una persona su tre e rappresenta ancora oggi la prima causa di morte al mondo. Obiettivo della Giornata è quindi quello di diffondere un messaggio sociale sull'importanza di conoscere e tenere sotto controllo i valori pressori.

«Il problema è enorme e l'attenzione inspiegabilmente bassa»,commenta il professor Claudio Borghi, presidente Sila precisando che in Italia abbiamo oltre 16 milioni di ipertesi e solo una persona su tre ha la pressione ben curata. A livello mondiale la cifra sale a circa 1 miliardo e mezzo. Sono numeri che non possiamo trascurare: ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari dovute alla pressione alta 280mila persone in Italia e 8,5 milioni di persone nel mondo. Si fatica a comprendere come mai il problema possa essere vissuto con indifferenza da larga parte della popolazione, quando ormai gli strumenti di diagnosi sono più che accessibili e efficaci le strategie di prevenzione ». In occasione dell'XI Giornata mondiale e con il prezioso contributo della Croce Rossa Italiana saranno allestite su tutto il territorio nazionale numerose postazioni mediche per dare l'opportunità a tutti i cittadini di effettuare il controllo gratuito della pressione. Evitando così rischi elevati.

Le malattie cardiovascolari sono ancora considerate una tematica prevalentemente maschile mentre il cancro al seno è percepito come tema più importante per il mondo femminile. Tuttavia, le malattie cardiovascolari rappresentano il top killer, nella popolazione femminile, in europa con il 51% delle morti rispetto al 3% per centro del cancro alla mammella. L'entità dei numeri in gioco contraddice la percezione comune e ha spinto l' European Society of Cardiology a porre l'accento, durante la giornata internazionale della donna, su questa problematica spesso sottostimata. Il rischio femminile di malattie cardiache tende a essere sottovalutato sia dal pubblico sia dalla professione medica a causa della percezione che gli estrogeni costituiscano una protezione efficace. In realtà, è dimostrato che la protezione ormonale ritardi l'insorgenza di un periodo massimo di 10 anni. La conseguenza è che i fattori di rischio delle donne sono spesso sottostimati, rendendo la popolazione femminile più vulnerabile a un attacco cardiaco e all' insufficienza cardiaca. Un altra ragione per cui le malattie cardiovascolari sono meno trattate e diagnosticate nelle donne è da riscontrarsi nell'insorgenza atipica e nella sintomatologia differente rispetto all'uomo, invece di dolore al petto, le donne che hanno un attacco di cuore possono provare nausea - vomito, mancanza di respiro, dolore alla mandibola, affaticamento, palpitazioni, sincope. Essendo originata da fattori genetici ereditari e ambientali, come lo stress, l'eccessiva consumo di sale e l'obesità, per prevenirla si devono identificare gli individui geneticamente predisposti e al contempo vanno corretti i fattori ambientali. Fondamentale comunque lo stile di vita e il frequente controllo della pressione arteriosa.