Luca Abete e Striscia la notizia. "La mia vita da reporter menato"

Luca Abete accumala giorni e giorni di prognosi per le violenze che subisce nei suoi servizi. Ora si racconta nella sua vita da reporter

"Negli ultimi sette mesi ho già accumulato 35 giorni di prognosi": ci scherza su Luca Abete, volto noto di Striscia la notizia. La sua professione si sta lentamente trasformando in quella dell'inviato menato. Amato dal pubblico e mal visto dalle persone che smaschera.

"Non ho mai paura"

Armato di coraggio e microfono spesso finisce vittima di minacce, spintoni e intimidazioni. Ma le botte spesso arrivano anche da fgiure insospettabili: "Sono stato menato dalla Protezione civile, dalla Polizia e anche da due donne". Ma nonostante le violenze quella voglia di raccontare e svelare il malaffare non passa. "Ho fatto tanto volontariato e assistenza, quello che ho imparato è che la cosa più bella è donare senza voler nulla in cambio. È un salto di qualità nell’approccio alla vita. Vivo in una terra denigrata, ma fatta di persone per bene, dove il rumore assordante di pochi si fa sentire di più della maggioranza silenziosa. La gente si sente abbandonata dalle istituzioni, non ha interlocutori e ha bisogno di un punto di riferimento. Noi siamo lì per quello. Riusciamo a essere risolutivi con i superpoteri che ci danno milioni di spettatori" ha rivelato al Corriere della Sera.

Situazione difficili e a volte pericolose ma Abate rivela che "non ho mai paura, anche in quei momenti concitati". E ancora: "È la sana incoscienza che nasce dalla consapevolezza che è importante quello che stiamo facendo. Odio le ingiustizie e la prepotenza. Però ho modificato il mio modo di vivere. In certi posti non ci vado più da solo. E le minacce sul web sono quotidiane". E proprio dal web, gioia e dolore del mondo moderno, qualcuno l'ha dato per molto su Wikipedia: "Siccome facciamo un tg satirico non veniamo mai riconosciuti come persone seriamente minacciate. Non ho figli, se li avessi forse sarei più preoccupato".

L'approdo a Striscia

Abete ricorda con affetto il suo approdo al tg creato da Antonio Ricci: "Mi proposi mandando un video e fui scelto dal pubblico insieme ad altri 10. Sono stati due anni di selezione e formazione, mi sono serviti tantissimo. Andavo in video 2 volte all’anno, ora sono diventate 110 all’anno. Studiavo gli altri inviati e mi impegnavo". E ora è un volto famossissimo di Striscia con alle spalle tantissime denunce, dalla Terra dei fuochi ai parcheggiatori abusivi, passando per la malasanità e la pubblica istruzione: "In alcuni casi è cambiata la percezione dei problemi: chi vive nella Terra dei fuochi prima non si preoccupava, adesso sì. Magari qualche caso si è risolto, ma tanto ne subentrano di nuovi. E poi grande collaborazione dalle istituzioni non ne abbiamo: fanno interventi spot al momento della denuncia, ma non risolutivi. In realtà — questa è l’assurdità — siamo vissuti come un problema perché portiamo alla luce problemi che lo Stato dovrebbe risolvere" chiosa l'inviato.