Luca Lanzalone si dimette dalla presidenza dell'Acea

E Cantone, presidente dell'Anac, parla del cas, sottolineando la presenza di un quadro italiano drammatico in materia

l presidente di Acea Luca Lanzalone e il soprintendente di Roma Francesco Prosperetti

Luca Lanzalone, l'avvocato implicato nell'inchiesta sull'associazione a delinquere coinvolta nella progettazione del nuovo stadio della A.S. Roma calcio, si è dimesso dal suo incarico come presidente di Acea.

A chiedere la rinuncia dell'avvocato, dopo l'arresto ai domiciliari, era stato Luigi Di Maio che aveva detto ai microfoni di Radio Rtl 102.5: "Luca Lanzalone è ancora presidente di Acea e deve dimettersi. Mi aspetto nelle prossime ore che faccia questo gesto". E il gesto tanto atteso è arrivato poche ore dopo.

Alle 14.35 di questo pomeriggio, l'Acea ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, che "Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea Spa".

L'avvocato era stato raggiunto ieri da un'ordinanza di condanna agli arresti domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta sulla progettazione dello stadio della Roma, per il quale aveva condotto la trattativa per conto del Comune, con la società di Luca Parnasi, costruttore anch'egli implicato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte, che ha sottolineato l'inesistenza di un "caso Roma", perché in Italia il problema è ben più ampio, tanto da costituire un"caso corruzione", che va affrontato lavorando insieme all'autorità giudiziaria. Le riflessioni del presidente del Consiglio arrivano poco dopo il colloquio con Raffaele Cantone, il presidente dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, che ha sottolineato, a margine della relazione annuale al Parlamento, l'emergere di un contesto preoccupante. La gravità è data dal fatto che alcune persone credono che "i problemi possano essere risolti ungendole ruote, anche perché c'è qualcuno che se le fa ungere e questo è drammatico".

L'inchiesta sullo stadio della Roma ha rivelato una ragnatela corruttiva che non riguarda specificamente gli appalti, ma l'attività panomarica di edilizia privata, svoltasi prima dell'assegnazione degli appalti. Secondo Cantone, nonostante ci sia tantissimo da fare in tema di corruzione, l'antidoto deve essere la trasparenza e la capacità di dire no.

Commenti

Massimo Bernieri

Gio, 14/06/2018 - 15:26

Sino a che non si copia pari il codice penale USA dove anche per questi reati,ti fai una decina di anni di carcere,non ne verremo mai fuori.

Ritratto di wilegio

wilegio

Gio, 14/06/2018 - 15:48

Magistratura rossa in pieno fermento. Hanno cominciato da Roma e andranno avanti con la Lega. Copione già visto: allora il bersaglio era Berlusconi, ma cambia poco!