Lucca, nigeriano aggredisce connazionale per stuprarla: arrestato

Subito dopo il loro incontro lo straniero avrebbe tentato di ottenere un rapporto sessuale, ricavando soltanto un netto rifiuto. Neppure i ricatti sono serviti a fargli avere ciò che desiderava, tanto che alla fine l’uomo ha deciso di ricorrere alla violenza

È finito in manette ieri pomeriggio, a Lucca, un cittadino straniero colto in flagranza mentre picchiava una connazionale in mezzo alla strada.

L’episodio è avvenuto intorno alle 14, nei pressi di una delle vetuste porte della città. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti i due, entrambi richiedenti asilo, si sono incrociati di fronte alla questura di Lucca, da dove la donna era appena uscita dopo aver ritirato il permesso di soggiorno.

L’extracomunitario avrebbe quindi tentato un approccio di tipo sessuale, subito respinto dalla sua vittima, che ha provato ad allontanarsi in fretta. Tutto inutile. L’uomo l’ha inseguita lungo le mura, continuando ad insistere. Giunti all’altezza di porta San Frediano, dopo l’ennesimo secco rifiuto opposto dalla donna, lo straniero le ha strappato via di mano il documento di soggiorno, mirando ad ottenere ciò che desiderava tramite ricatto.

Neppure questo espediente è tuttavia servito, tanto che alla fine l’uomo ha deciso di ricorrere alla violenza. La donna è stata aggredita e pestata in mezzo alla strada, di fronte agli occhi dei passanti, che si sono affrettati a contattare le forze dell’ordine.

Sul posto si è precipitata una pattuglia della polizia di Stato. Gli agenti hanno colto lo straniero mentre stava ancora infierendo sulla sua vittima e sono corsi a bloccarlo. In breve è stato ristabilito l’ordine. Entrambi i protagonisti della vicenda sono stati identificati. La donna, una 33enne, è ospite di un centro d’accoglienza sito in Garfagnana, mentre l’aggressore, un nigeriano di 20 anni, risiede in una struttura di Lucca.

Quest’ultimo, accusato di estorsione, tentata violenza sessuale e lesioni personali, è stato ammanettato è condotto dietro le sbarre del carcere, dove si trova tuttora in attesa di giudizio.

La 33enne, salvata dalla violenza del nigeriano, è stata invece accompagnata in pronto soccorso, dove ha ricevuto adeguata assistenza. A causa delle lesioni riportate le sono stati assegnati 15 giorni di prognosi.