Al via lunedì l'operazione di rotazione della Costa Concordia

Tutto pronto per far tornare in piedi il relitto della nave. Gabrielli: "Impresa mai tentata"

È "un'impresa mai tentata prima". All'alba di lunedì avranno il via le manovre che consentiranno di riportare in posizione verticale il relitto della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012 sugli scogli dell'Isola del Giglio. E il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ricorda che non sarà un'operazione facile, anche se tutte le fasi "sono state approvate e validate".

Tutto comincerà, salvo problemi legati al metro, "alle ore 6 del 16 settembre". La tabella di marcia sarà decisa giorno per giorno "alle ore 14", quando si deciderà se "far partire definitivamente la procedura di rotazione della nave". Il progetto, Parbuckling Project, "è stato scelto con i criteri più attenti del settore".

Il capo della protezione civile ha sottolineato con forza il valore del momento: "Qui di show e passerelle non se ne dovranno vedere. Non ne abbiamo bisogno. Ci sono ancora due cadaveri che devono essere restituiti ai loro cari".

Commenti

Cinghiale

Gio, 12/09/2013 - 14:15

Spero che tutto venga filmato e documentato, dopo il casino fatto da Schettino & C. una dimostrazione di capacità da parte degli Italiani sarebbe auspicabile. Speriamo solo non sorgano problemi, in casi come questo succede spesso qualcosa che manda tutto il progetto in vacca. In bocca al lupo e crepi il lupo.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 12/09/2013 - 14:47

Lo show infatti lo avete già dato.

Ilgenerale

Gio, 12/09/2013 - 18:42

....che storia!

precisino54

Gio, 12/09/2013 - 19:13

X Cinghiale- 14:15; non posso che associarmi ai tuoi auguri, e al tuo auspicio di una accurata ripresa di tutti i passaggi; a parte la questione documentale evidente, sarà molto interessante per tutti quanti non hanno voluto intralciare con la loro presenza, oltre all’indubbio aspetto di possibile vanto di quanto siano in grado di fare le nostre imprese: non siamo solo mafia e corruzione!

Beaufou

Gio, 12/09/2013 - 19:34

Spero che stavolta almeno il recupero sia all'altezza della tradizione marinara e ingegneristica italiana, anche se, non so perché, hanno dato all'operazione un nome inglese. Buona fortuna e incrociamo le dita.

leo_polemico

Gio, 12/09/2013 - 22:32

Per la rimozione non poteva essere studiato un sistema più economico? Ad esempio mettere dei palloni da gonfiare in un secondo tempo, in tutti i vani possibili nell'interno dello scafo. Gonfiandoli, l'acqua all'interno dello scafo sarebbe uscita e la nave, svuotata dall'acqua, avrebbe potuto galleggiare nuovamente. Forse era un'idea troppo semplice ma penso sarebbe stata praticabile, ma, soprattutto, a mio parere, meno costosa della soluzione utilizzata. D'altra parte come emergono i sommergibili? Vuotando dei serbatoi che in immersione sono pieni d'acqua.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 13/09/2013 - 00:37

Si vede che hanno avuto paura delle reprimende di quelli di GOLETTA VERDE che incuranti dell'enormità dei problemi tecnici per sollevare la Concordia erano andati il 16/8 scorsi a farsi un giretto al Giglio a sparare fesserie sui tempi della rimozione. COME AL SOLITO IN ITALIA HA CREDITO NON CHI LAVORA SERIAMENTE MA CHI CIARLA INUTILMENTE.

Oldserver

Ven, 13/09/2013 - 09:07

a dire la verità il progetto è Made in Usa ed eseguito da una JoinVenture tra una ditta Usa ed una Italiana.

Ritratto di salvogiornale

salvogiornale

Ven, 13/09/2013 - 09:21

Se avessero saldato delle lastre in lamiera sulla “falla” posizionata a “faccia vista” (le saldature sono pure possibili in acqua), non avrebbero fatto prima?? Oltretutto, con meno dispendio di tempo, di denaro e soprattutto: con meno “cervelli”. Salvatore Baldarotta Trapani

Ritratto di salvogiornale

salvogiornale

Ven, 13/09/2013 - 09:24

Se avessero saldato delle lastre in lamiera sulla “falla” posizionata a “faccia vista” (le saldature sono pure possibili in acqua), non avrebbero fatto prima?? Oltretutto, con meno dispendio di tempo, di denaro e soprattutto: con meno “cervelli”. Tra l’altro, nutro dubbi sulla perfetta riuscita della rotazione ed un buon Tecnico dovrebbe capire a cosa mi riferisco. Salvatore Baldarotta Trapani

gneo58

Ven, 13/09/2013 - 09:36

x leo_polemico : vero ma ci pensi bene.....cifre piccole, mazzette piccole.......ecco svelato il mistero del MAXI-recupero e se le capiteranno altre situazioni dove esiste una soluzione semplice ed economica che non viene adottata, pensi a questo

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Ven, 13/09/2013 - 09:44

Speriamo che il tutto non finisca in un'altra "schettinata"... Questa storia è durata fin troppo.

pinolino

Ven, 13/09/2013 - 09:51

Gli ingegneri da tastiera dovrebbero guardarsi giusto 2 numeretti prima di spararle grosse : 290 metri di lunghezza (3 campi da calcio), 114000 tonnellate di stazza. Le dimensioni non sono quelle di uno yacht, di un peschereccio o di un traghetto ma quelle di una portaerei.

Oldserver

Ven, 13/09/2013 - 09:58

miii ma quanti ingegneri specializzati che leggono il giornale!!!! Nemmeno chi apre il portafoglio per pagare tutta l'operazione (Lloyd di Londra) ha fatto tanti problemi .......passiamo da Airport 77 a Poseidon......laureee televisive???

precisino54

Ven, 13/09/2013 - 15:05

X Oldserver e pinolino; concordo, c’è tanta gente che straparla ritenendo di poter dare la ricetta giusta, altri sono portatori di certezze assolute; ai tempi del naufragio l’avv Renzi, quello dei consumatori, asserì che sarebbe bastato un mese per la rimozione del relitto, che loro conoscevano delle ditte capaci di farlo nei tempi limitati indicati! Indubbiamente possiamo mettere in conto che qualche perdita di tempo ci sia pure stata, ma non dobbiamo dimenticare la necessità di non creare problemi ulteriori alla natura e agli abitanti del Giglio, né intralciare la stagione estiva creando altri danni. X salvo giornale; tutti sappiamo bene che è possibile saldare in immersione, il punto è che oltre a tappare la falla a vista, quella dall’altra parte, dove si dovrebbero trovare i due corpi ancora mancanti all’appello, era in corrispondenza dell’appoggio e quindi di impossibile accesso, con tutta la buona volontà non credo si potesse rischiare di lavorare in quel luogo a parte poi l’effettiva possibilità di farlo. Per quanto riguarda poi le altre ipotesi, valide in altri casi, ma con quella stazza? E se magari si spezzava?