Il sindaco si ribella al sacerdote: "Non spostate la statua di Maria"

Un piccolo paese del Sud in rivolta per la decisione del parroco di spostare la statua in un angolo in occasione della festa patronale

Un paese in rivolta per una statua della Madonna. Sembra una storia tratta da un romanzo verista ed, invece, è accaduto a Roccaforzata in provincia di Taranto. In occasione della festa patronale del paese, che per tradizione è il giovedì dopo Pasqua, il parroco della chiesa, don Ettore Tagliente, aveva deciso di spostare la statua della Vergine Santissima Madonna della Camera, venerata dai fedeli durante la festa, in una nicchia della piccola chiesa.

“La statua non va messa in un angolo” è questa la protesta dell’intera comunità di cui si sono fatti portavoce il sindaco, Maria Giovanna Iacca, insieme alla giunta comunale. Il primo cittadino, insieme al suo entourage, ha chiesto l’intervento dell’arcivescovo metropolita di Taranto, Filippo Santoro, per ottenere “un autorevole intervento risolutorio nei confronti del parroco”, come si legge da notizie di stampa. E ancora, nella lettera inviata a Santoro scrive il sindaco “tale decisione, oltre a stravolgere una tradizione ultracentenaria, rappresenta per i fedeli una deminutio della centralità e preminenza della figura della Vergine, venerata ed adorata non solo dai parrocchiani, ma anche dai fedeli provenienti dalle comunità vicine e tutti, che in un coro unanime, chiedono che la statua occupi un posto di primo rilievo”.

Per l'arcivescovo di Taranto quest’anno la statua rimane al posto in cui il sacerdote ha deciso di collocarla. Santoro ha esortato i fedeli della piccola comunità alla tolleranza e alla pacifica convivenza. L’occasione è stata preziosa per invitare don Ettore e il sindaco a “sensibilizzare i fedeli alla preghiera per i fratelli e le sorelle cristiani che nel mondo non hanno libertà di culto e soffrono persecuzioni e morte, abbiamo tutti infatti negli occhi le drammatiche immagini della Pasqua pakistana, quella di Lahore dove sono state uccise 72 persone”.

Un messaggio di pace, quello lanciato dall’arcivescovo, che ha messo in risalto il senso di condivisione del dolore e della preghiera per i cristiani martiri, ancora oggi, di atti di guerra.

Commenti

dakia

Gio, 31/03/2016 - 13:50

dakia. Ma che saltimbanco questo vescovo, si vergognasse perché l'unico modo per mantenere la pace è quello di rispettare almeno le tradizioni e i luoghi sacri come sono e non nascondere le nostre tradizioni. Il patrono viene dopo la Vergine.