Mafia Capitale, uscite le motivazioni della sentenza

Il Tribunale di Roma non ha individuato, per i due gruppi criminali coinvolti, alcun elemento di mafiosità, si legge nelle 3200 pagine delle motivazioni della sentenza del processo su Mafia Capitale

Ricordate i protagonisti di Mafia Capitale? Nelle 3200 pagine di motivazioni, con cui i giudici spiegano perché hanno fatto cadere il reato di associazione di stampo mafioso contestato dalla Procura di Roma, si legge che "il tribunale non ha individuato alcuna 'mafiosità', autonoma o derivata da altre" tra i due gruppi criminali protagonisti del "Mondo di Mezzo".

Il primo gruppo, che aveva la propria base operativa in un distributore di benzina Corso Francia, a Roma, vedeva partecipi Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Matteo Calvio e Roberto Lacopo. L’altro gruppo, invece, operante nel settore degli appalti pubblici, fascevano parte Salvatore Buzzi, Luca Gramazio, Fabrizio Franco Testa, Ietto, Gaglianone, Franco Panzironi, Nadia Cerrito" ed altre otto persone, tra cui gli stessi Carminati e Brugia.

Per il collegio della decima sezione penale del tribunale di Roma, presieduto da Rosanna Ianniello, "i gruppi criminali - come individuati - appaiono distinti per la diversità dei soggetti coinvolti nelle due categorie di azioni criminose, per la diversità stessa della azioni criminose e per la eterogeneità delle condotte organizzative ed operative; sicchè non può essere condivisa la lettura unitaria proposta dall’accusa circa l’esistenza di un unicum criminale che, cementando le sue diverse componenti (criminali di strada, imprenditori e soggetti esterni alla amministrazione, pubblici funzionari corrotti) giunge ad avvalersi di una carica intimidatoria condizionante, da un lato, la legalità dell’agire amministrativo e, dall’altro, la libertà di iniziativa dei soggetti imprenditoriali concorrenti nelle pubbliche gare e ciò al fine di controllare ed orientare in proprio esclusivo favore gli esiti delle relative procedure".

Commenti
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Flex

Mar, 17/10/2017 - 12:37

Insomma, dilettanti allo sbaraglio. Ci crediamo tutti.

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gzorzi

Mar, 17/10/2017 - 13:50

Anche perche' se cosi' fosse, l'intera casta sarebbe a rischio, quindi meglio smorzare i toni, giusto?

brunicione

Mar, 17/10/2017 - 14:48

E' da queste sentenze che si ha la certezza che la mafia è ormai entrata nella politica e nella magistratura

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abraxasso

Mar, 17/10/2017 - 15:10

Uno li immagina ricchi sfondati a godersi il frutto delle proprie malefatte e poi scopre che fanno base in un distributore di benzina. Come i boss mafiosi: li immaginiamo nel lusso sfrenato e invece gestiscono imperi criminosi e miliardari da scantinati, tuguri, buchi, topaie, galere...o non sono loro che comandano, o possiamo parlare tranquillamente di vocazione!

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elkid

Mar, 17/10/2017 - 15:24

----tutti personaggi di scarto e materiale di risulta dell'estremismo nero anni 70 mescolati con bande delle magliane varie ed altro becerume assortito--che ancora godono come negli anni di piombo di coperture eccellenti a livello di magistratura compiacente e politici destricoli romani e vari---l'amministrazione alemanno si è rivelata un'autentca iattura per la città--che piazzò mancini(avanguardia nazionale) all'eur spa--antonio lucarelli(forza nuova) e Franco Panzironi all'ama--ed una caterva di ex camerati tra ordine nuovo e terza posizione ad ingolfare l'atac---poi gli sdegnosi destricoli sono ossessionati dal battisti---swag fiori rosa fiori di pesco-

leopard73

Mar, 17/10/2017 - 16:39

NON CERA LA MAFIA MA CERANO I LADRI CHE RUBAVANO A TUTTO SPIANO!!VIGLIACCHI