Mai costringere una persona ad essere un'altra

Non bisogna mai spingere una persona ad agire in contrasto con i suoi più profondi desideri

Non bisogna mai spingere una persona ad agire in contrasto con i suoi più profondi desideri. Quando succede, non spezziamo solo la sua volontà, spezziamo la sua anima. Una parte di lei continua ad essere legata a ciò che ha lasciato; è come un buco nero che ingoia le sue energie, la sua creatività, il suo slancio vitale. Anche fra persone che si amano, quella dominante convince l'altra a rinunciare a qualcosa di essenziale. Mi viene in mente il caso di una ragazza profondamente attaccata a suo padre. Il giovane uomo di cui era innamorata, però, non lo poteva sopportare. Le ripeteva che era schiava del complesso di Edipo. Alla fine ha provocato una rottura violenta, e sono andati ad abitare lontano. Ma, nel profondo, la ragazza aveva una nostalgia inguaribile di suo padre e, alla sua morte, è scivolata in una profonda depressione.

Ricordo anche il caso di una donna che, con un'azione continua e martellante, ha convinto il marito a lasciare l'impresa dove lavorava con i fratelli. L'uomo, però, continuava ad avere nostalgia della grande famiglia in cui era vissuto. E più lei lo spronava e lo stimolava ad essere autonomo, più lui diventava indifferente e apatico. Costringere l'altro a fare qualcosa in contrasto coi suoi profondi valori è una tecnica di dominio e produce l'asservimento morale. La usano mafia, organizzazioni criminali e regimi totalitari che chiedono al nuovo adepto di compiere un'azione ripugnante, come uccidere un amico. Se lo fa, egli diventa un criminale ai propri occhi, perde ogni stima morale di se stesso e diventa così un sicario nella mani dei suoi padroni.

Se, anziché schiavizzarla, noi vogliamo far crescere una persona non dobbiamo applicare a lei i nostri criteri di giudizio, i nostri valori. Ma farla parlare, ascoltarla, perché ci riveli che cos'è veramente essenziale per lei. E poi inserirci nel solco dei suoi desideri, delle sue speranze, dei suoi sogni. E stimolarla a fare progetti, aiutandola quando incontra ostacoli ed è presa dallo sconforto. Ma sono pochi che lo fanno. Io, se penso alla mia vita, trovo molte persone che mi hanno chiesto di fare ciò che interessava loro, pochissime che mi hanno chiesto che cosa volevo io ed ancor meno che mi hanno aiutato a realizzarlo.

Commenti

cgf

Dom, 03/12/2017 - 16:24

mai costringere anche perché sarà sempre una [brutta] copia

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 03/12/2017 - 17:52

IL TEMA ! - Atroce. Vivo in queste ore una tragedia opprimente. Mia sorella, dalla cui vita ha tenuto sempre fuori tutti, per non farsi condizionare nella scelta fatta di essere consenziente ad ogni volontà del marito, ottimo marito, medico, figlio ingegnere. Lei ottant'anni, entrambi pensionati, amanti di viaggiare per l'Italia con la comoda macchina. L'8 ottobre, al rientro da stressanti viaggi, scoppia l'aorta di mia sorella, ricovero immediato intervento al cuore, tracheotomia per farla respirare, terapia intensiva, nutrita con flebo, ora in cardiochirurgia in attesa di avere le forze per ulteriore intervento. Lei, irriconoscibile. Sono sconvolto. Tento una indagine a ritroso di tre mesi prima l'accaduto. Con il WhatsApp. Malgrado il suo stato preagonico, lei si rifiuta severamente di farmi accedere alla conoscenza.SEGUE

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 03/12/2017 - 17:55

2° - Il marito è sacro e non va sottoposto ad alcuna domanda. 'A noi sta bene così' - Mi arrendo. Forte appassionato di Vittorino Andreoli, estraggo dalle sue letture i concetti sul 'Bendessere' incentrando il concetto dell'armonia del tutto rispettata nella distribuzione delle nostre energie. Il marito non può fare a meno di lei quale compagna nei suoi viaggi. Lei ne è pure entusiasta, senza tener conto dei dannosi strappi alla regola di una vita tranquilla di ottuagenaria. La vita matrimoniale in questo caso diventa una damnatio 'carsica'. Io rispetto entrambi, intanto però si è consumato il più grave degli epiloghi, dopo cinquant'anni di vita in comune. Vivo una autentica tragedia greca. 17,55 - 3.12. 2917

Ritratto di Barry2017white

Barry2017white

Dom, 03/12/2017 - 18:06

Anche perché se fai una cosa che non vuoi fare,ti rimangono i sensi di colpa per una vita

Pigi

Dom, 03/12/2017 - 18:23

D'accordo, ma se si è incompatibili, meglio prenderne atto e ciascuno per la sua strada. Anche costringere l'altro ad accettare la presenza continua non gradita di suocera, suocero o parenti è violenza.

apostata

Dom, 03/12/2017 - 19:25

professionista del mistero dell'anima

idleproc

Dom, 03/12/2017 - 20:25

Osservazioni fondamentali su di un terreno nel quale difficilmente ci si può dichiarare innocenti, l'altra conseguenza oltre alla passività e alla sofferenza di una persona che viene imprigionata e privata della sua vita è il rigetto aggressivo.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 03/12/2017 - 21:22

Illuminante articolo, frutto dell'esperienza dell'autore sig.r Alberoni, che fa capire il perché l'Homo Sapiens nel suo peregrinare su questo globo ha fatto opere mirabili e in contraltare ha fatto opere esecrabili e criminali.

Ritratto di ateius

ateius

Lun, 04/12/2017 - 15:06

temi profondi...raccolti in poche righe.- che non approfondiscono la struttura della psiche e le influenze a cui è sottoposta.- mi risulta che il complesso di Edipo riguardi solo i maschi.. le femminucce sono influenzate dal complesso di Elettra, se aspirano a conquistare il padre. e poi la prima signorina menzionata probabilmente era disturbata già prima che venisse costretta dal marito a distaccarsi dal padre.- un attaccamento morboso al padre lo dimostra...e l'imposizione del marito risulta poco rilevante ai fini della malatia. mio parere. grz.