"Malattie dei migranti sconosciute": scatta l’allarme dei medici

Le ondate migratorie comportano, tra i tanti, un fenomeno inedito a livello igienico sanitario. Hanno fatto la loro comparsa quelle che un tempo si definivano malattie coloniali

Le ondate migratorie comportano, tra i tanti, un fenomeno inedito a livello igienico sanitario. Hanno fatto la loro comparsa quelle che un tempo si definivano malattie coloniali. Affezioni della pelle semisconosciute nel mondo occidentale ma sempre più comuni negli ambulatori. Ne hanno parlato gli specialisti al loro ultimo congresso a Treviso. Vincenzo Bettoli, dermatologo ospedaliero e professore a contratto all’università di Ferrara, è uno dei medici alle prese con questo fenomeno.

"Malattie infettive per cause batteriche e virali, ma in termini di frequenza il più comune riscontro riguarda pidocchi e scabbia, non sono preoccupanti. Ci sono poi le impetigini, le micosi, la tigna nei bambini, le infezioni da stafilococchi. In qualche caso troviamo segni di malattie più impegnative come la tubercolosi", afferma in un'interveista al Giorno. E ancora: "Direi un’espressione variegata delle difficili condizioni di vita che queste persone hanno dovuto affrontare durante il viaggio, i disagi e le promiscuità. Si presentano malattie parassitarie e tropicali che in Italia sono sconosciute". Infine il medico aggiunge: "Le malattie della pelle sono trascurate nei paesi tropicali, dove le considerano secondarie. Da noi sono poco conosciute. I profughi non sono un pericolo, ma individui che, a fronte di un disagio, devono ricevere cure appropriate. Poco sappiamo dell’incidenza delle patologie cutanee (infezioni da funghi, batteri e parassiti) diffuse nelle regioni africane, dove non sono seguite in modo sistematico, ma una volta in Europa il discorso cambia e il sistema sanitario deve farsi carico del problema".

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 20/09/2015 - 13:49

Aggiornatevi cari medici! Certo che è dura mettersi a studiare ora ciò che non si è mai imparato...Nei vecchi corsi di medicina e chirurgia la parassitologia e le malattie parassitarie erano inglobate nella biologia e nella patologia medica rispettivamente e oggi, dove si studia distintamente la parassitologia (vedi Pisa) il relativo corso è mutuato dalla veterinaria! "Trattato di patologia tropicale" è un titolo di libro che nessuno compra e tantomeno legge con le ovvie conseguenze quando arriva al cospetto del clinico un turista o un lavoratore reduci dall'Africa o un profugo giunto col barcone. Le malattie parassitarie propriamente tropicali e anche quelle infettive con vettori specifici qui sono destinate naturalmente ad estinguersi e pongono problemi clinici e non epidemiologici a differenza di quelle ora confinate ai tropici e che tropicali non sono (poliomielite!)

piertrim

Dom, 20/09/2015 - 18:27

Hanno parlato solo di malattie coloniali o anche di AIDS e Sifilide.

maricap

Dom, 20/09/2015 - 18:41

Ma non sarebbe mica meglio, inibire l'ingresso fraudolento, a chi tutte quelle malattie ci porta? La nostra Sanità è al collasso, e i nuovi arrivati, , vanno ad intasare maggiormente il Sistema, facendosi curare a sbafo. Caro el me cavron dei picchi dolomitici, inutile girare intorno al problema, con dotte disquisizioni, se a te piace metterti a pecorina, per invocare il tuo dio, fallo pure, ma evitaci le tue "Dotte" min chiate. Amen.

michele lascaro

Dom, 20/09/2015 - 19:34

Essendo un medico ed essendo venuto a contatto, nella mia vita professionale, con malattie di ogni tipo, non ho paura, (o meglio non ho mai avuto paura) di affrontare malattie non comuni dalle nostre parti. Il medico, specie l'italiano, ha studi decennali dietro di sé, (che mancano a tanti!) ha una capacità di sintesi e analisi che mancano a chi ha fatto studi settoriali, ultraspecialistici, nella propria vita e per aver letto notiziole qua e là, spacciandole come cultura medica!

Trautmann

Dom, 20/09/2015 - 20:11

E poi gli chiedi “Ma tu… che titolo hai per dire che la terra non è rotonda?”. E non ottieni risposta. Oppure la ottieni, è la ripetizione della frase sopra. Ho letto su internet. Ho visto tutti i video su youtube. C’è un blog. Una pagina facebook. E lo richiedi: “Ma tu, tu che vuoi sapere di ricerca/biologia/medicina/architettura più dell’architetto biologo medico ricercatore con cui stai parlando… ma tu che basi hai?” Risposta: mi ha detto mio cuggino. Ci avevo un link che. La mia preferita “hahaha lo sanno tutti, tutti, anche SE NESSUNO LO DICE”.

Raoul Pontalti

Dom, 20/09/2015 - 20:24

bravo michele lascaro e allora i medici non si spaventino per le malattie sconosciute perché in realtà le conoscono anche se non lo sanno...L'importante però che non facciano come con Fausto Coppi dove non solo non si riconobbe clinicamente la terzana maligna, ma non la si sospettò nemmeno quando dalla Francia giunse la dritta che all'altro atleta che con Fausto aveva partecipato al tour africano era stata diagnosticata la malaria e per questa veniva curato.

Trautmann

Dom, 20/09/2015 - 22:45

Ma ci è o ci fa?

Trautmann

Dom, 20/09/2015 - 23:07

Michele, ma che scherzi? Stai confrontandoti con un tuttologo internettiano copia-incolla che discetta su tutto, dai marò, a Bossetti, passando per la diagnostica delle perforazioni intestinali e la classificazione della Creutzfeldt-Jacob, non ti ci mettere neppure...

michele lascaro

Lun, 21/09/2015 - 06:22

Il medico italiano è noto nel mondo per sapersela cavare bene anche nel Mato Grosso. Ma, quando qualcuno , nella mio ruolo di primario, se la prendeva con qualche mio aiuto, ribattevo chiedendogli notizie sulla sua professione e sulla sua condotta giornaliera. La risposta era il silenzio assoluto e la fine dell'ostilità nei confronti dei miei Colleghi. Qui si conosce la mia professione passata, ma io non conosco l'altrui. Chi è senza peccato...

Ritratto di Izarbetaurrekoduna

Izarbetaurrekoduna

Lun, 21/09/2015 - 09:25

Storicamente, quando si raggiunge un livello non più sopportabile di corruzione, che impone povertà e disagio, solo una pestilenza o una guerra può cambiare la situazione, in quanto spazzi via la classe dirigente ormai vecchia e corrotta; ora stiamo andando verso entrambe le soluzioni, con Isis e la questione russa da una parte, e lo smantellamento del sistema sanitario e l'immigrazione dall'altra (si ricordi la peste nera e i lanzichenecchi che l'hanno portata), è solo da vedere chi arriva prima, se la guerra o la pestilenza.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 21/09/2015 - 10:19

vabbè la sanità la pagate voi.Pietrim quelle sono a sorpresa..

michele lascaro

Lun, 21/09/2015 - 10:59

Pontalti, una postilla sugli errori medici,(visto che hai riferito quello dell'illustre A. F. per la morte di Coppi, gennaio 1960): Negli USA, (statistica del 2013) le cause di morte negli ospedali sono nell'ordine: 1° Malattie cardiache, 2° Cancro, 3° Errori medici). Dati riportati da Internet, come possono fare tutti! (Si possono consultare cifre di altre nazioni civili). A proposito di professioni, qual è stata la tua? Grazie.

maricap

Lun, 21/09/2015 - 11:42

@michele lascaro. Mi meraviglio di lei, che ancor a tutt'oggi, non conosce la professione del cavron delle dolomiten. Tuttologo è.... sin dalla nascita.

Raoul Pontalti

Lun, 21/09/2015 - 12:22

michele lascaro sai che ho somma stima di Te e per il Tuo nobile esercizio della professione e per la sensatezza e dei Tuoi commenti sui forum, lascia però a me eterno goliarda di divertirmi con commenti talvolta all'acido solforico. In realtà i medici a convegno lodevolmente vogliono aggiornarsi per offrire assistenza a chi arriva con malattie di cui non si ha o si è persa la pratica essendo tropicali o confinate ai tropici, mentre è l'articolista che insinua pericoli pubblici dovuti alle malattie dei migranti (pericoli che ovviamente esistono ma non siamo all'invasione di untori). Tu insegni a me che oggi le malattia più insidiose perché di difficile controllo ed eradicazione e non dipendenti dai nostri stili di vita ci vengono dai migranti alati (uccelli, insetti), ma c'è chi anche queste malattie le attribuisce ai migranti sui barconi.

michele lascaro

Lun, 21/09/2015 - 16:15

Raoul Pontalti, sai bene che, molti anni fa, i più grandi esperti mondiali di patologia tropicale erano i belgi e i francesi, affetti da "colonialite" acuta. Sai anche bene che la teoria, cioè la preparazione culturale di base, precede , e di molto, la pratica. Se non c'è la praeconditio si può diventare solo "praticoni" ma non si va avanti. Da noi si dice che nessuno "nasce imparato". Se non si vede la malattia non la si può curare. I medici italiani sono apprezzati all'estero per la loro "sveltezza mentale".