Maltempo sull'Italia, massima allerta in Liguria: evacuazioni nello spezzino

Vento e piogga sul ponente ligure. Allerta nubifragi anche a Roma. Distrutto da un fulmine il Santuario alla Vergine, sul cammino di Compostela

Il maltempo non concede nessuna tregua per il ponte natalizio. La Liguria è la regione più colpita dai nubifragi: la Protezione Civile ha trasformato lo stato di allerta 1 in stato di allerta 2 fino alle ore 18 del 26 dicembre. Lo stato di allerta 2 interessa tutto il territorio regionale, ad eccezione dell'entroterra savonese, ed è il grado di allerta più elevato in Liguria in considerazione della morfologia del territorio. Viene raccomandata la massima attenzione, soprattutto nelle aree a rischio esondazione e a rischio frana.

Torna la paura nelle zone colpite due anni fa dall'alluvione. Nello spezzino sono state sfollate una cinquantina di persone e a Borghetto Vara, uno dei paesi più colpiti nel 2011, viene tenuta costantemente sotto controllo la grossa frana di Ripalta.

Anche Genova è sferzata dalla pioggia e dal vento, che supera i 100 chilometri all'ora. Due voli sono stati dirottati - uno di Alitalia e uno della Turkish Airlines - uno cancellato, i traghetti per la Sardegna sono fermi a causa del mare forza. Chiuso anche il terminal portuale di Voltri.

Allerta anche in Toscana. Sono stati sospesi, nel pomeriggio, i collegamenti per l'isola d'Elba dal porto di Piombino, a causa delle avverse condizioni del mare.

Freddo, piogge e vento anche al Nord. Valtellina e Valchiavenna sono investite da un'ondata di maltempo con forti precipitazioni piovose sul fondovalle e fitte nevicate al di sopra dei 1.000 metri. I passi alpini, fa sapere il comando provinciale della Polstrada di Sondrio, sono transitabili unicamente con catene montate o pneumatici da neve.

Natale con pioggia e neve in Piemonte. Forti precipitazioni sopratutto su Verbano e Biellese, zone per le quali è stato emesso un avviso di criticità. In montagna le nevicate (già 50 centimetri a Bardonecchia) sono accompagnate da venti forti che, con le schiarite previste per Santo Stefano, determinano un forte pericolo valanghe.

Non si salva neppure il centro del Paese. Allerta meteo anche a Roma dal pomeriggio-sera di oggi e per le successive 24-36. Si prevedono, infatti, sul Lazio piogge diffuse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni daranno luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento; venti forti o di burrasca dai quadranti meridionali con possibili mareggiate sulle coste esposte, come ha fatto sapere già ieri la Protezione Civile di Roma Capitale.

Situazione decisamente peggiore in Francia, dove almeno 120 mila abitazioni sono ancora senza elettricità dopo una notte in cui i forti venti e le piogge hanno causato altri blackout. Il servizio, almeno per la gran parte delle case restate al buio, dovrebbe essere ripristinato in giornata con la società che gestisce la rete e la distribuzione che prevede il riallaccio di almeno il 90% delle utenze che hanno subito problemi.

Il maltempo non ha risparmiato una delle tappe-simbolo del cammino di Santiago di Compostela, il Santuario alla Vergine della Barca a Muxia, colpito da un fulmine e distrutto oggi dalle fiamme. "E' bruciato", riportano siti online della stampa galiziana ricordando che si tratta di uno dei siti "più antichi e importanti della Galizia". Le fiamme - secondo le prime ricostruzioni della polizia di Muxia - sono scoppiate stamattina, giorno di Natale, distruggendo l'altare ed il soffitto del Santuario risalente al periodo tra l'XI e il XII secolo.

Commenti

Fiorenzo_Traves

Mer, 25/12/2013 - 19:50

qui non nevica

Fiorenzo_Traves

Mer, 25/12/2013 - 19:51

qui non nevica

Ritratto di Simbruino

Simbruino

Mer, 25/12/2013 - 22:20

l' allarme e queste massime allerte per alluvioni e nubifragi in Italia e' storico, nel senso che l' impianto urbanistico generale e' tutto di provenienza medievale o Romana, quindi tutti i paesi citta' e villaggi sono stati costruiti , prossimi ma in rispettosa sicurezza di fiumi torrenti e corsi d' acqua proprio per comodita' di attingerla o per lavarci i panni ed altri usi .Poi e' accaduta la espansione urbanistica del dopoguerra con nuove periferie a circondare gli antichi centri storici che pero' hanno invaso argini alvei oppure canalizzato fiumi,,,,,che poi pero' ciclicamente esondano ed allagano di tutto e di piu'/ Ormai con questo fenomeno ci si deve convivere a meno che, buttare a terra mezza Italia e ricostruirla in zone piu' sicure che possono essere ora facilmente servite da acquedotti e da condotte forzate/

eloi

Gio, 26/12/2013 - 17:47

v Vivo in una zona versila per la quale la protezione civile ha dichiarato l'allerta. Ieri 25 neppure una goccia, oggi 26 pioggia normale come ha sempre piovuto, niente vento. Devo pensare che Gabrielle e C. si vogliano parare le chiappe gridando al lupo anche quando non ne sentiamo l'ululato. Se continuano così saranno in futuro poco credibili anche quando poi, il lupo arriverà.