Manca il sangue, a Milano lo donano chirurghi e studenti

All'ospedale San Raffaele i dipendenti dell'ospedale si sono messi in fila per donare il sangue a causa dell'emergenza scatenata da ferie e picco dell'influenza

Negli ospedali di mezza Italia c'è carenza di scorte di sangue. Secondo il Centro Nazionale Sangue c'è bisogno di una grande mobilitazione nazionale dei donatori in almeno Nove Regioni.

Una situazione particolarmente critica si registra all'ospedale San Raffaele di Milano, dove per donare si sono messi in fila anche i medici, gli infermieri e gli studenti dell'omonima Università Vita-Salute. Nel famoso ospedale alla periferia est del capoluogo ambrosiano ci sono appena sacche di sangue del gruppo 0 positivo, ma per i prossimi due giorni la necessità prevista è di sessanta sacche.

A causa della concomitanza delle ferie natalizie e il picco dell'influenza, molti degli abituali donatori non si sono recati nei centri, provocando la crisi. Tuttavia in molti casi non è possibile aspettare e così la direzione sanitaria del nosocomio fondato da don Luigi Verzé ha rivolto un appello a tutti i dipendenti e agli studenti dell'università.

E la risposta - perfettamente in linea con la tradizione meneghina - è stata straordinariamente solidale: fra il cinquanta e il sessanta per cento degli studenti si sono presentati alla valutazione di idoneità. E anche lo slancio dei dipendenti dell'ospedale non è stato da meno.

Resta, comunque, l'emergenza. Che deve spingere tutti, ove possibile, a farsi donatori.

Commenti
Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Gio, 12/01/2017 - 11:43

Ma come proprio da noi succedono queste cose ? Noi siamo i migliori in tutto .

Trinky

Gio, 12/01/2017 - 12:19

Dite quello che volete ma se non ti vuoi vaccinare contro l'influenza a curarti te ne stai a casa tua......

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 12/01/2017 - 17:46

Chissa' quanto ne donano i milioni di risorse che ci sono in itaglia.

emigrante

Ven, 13/01/2017 - 07:47

Mr. Stenos. E' pleonastico, ma colgo l'occasione. In quindici anni di Africa, ne ho viste di tutte. Anche l'Infermiera di un Ospedale Missionario che ha rifiutato una donazione di 250 g. di sangue al figlio anemizzato da una crisi emolitica malarica. Mi è capitato più volte, per questa ragione, di dovermi salassare - anche più di una volta al mese, e talvolta due sacche - e poi (magari un po' traballante) mettere camice e guanti e operare. Ma sono felice per i risultati. La vita non ha prezzo. Con l'esempio ho condotto qualche Infermiere a fare lo stesso. Ma per creare una coscienza e modificare tradizioni e timori necessitano anni e anni. E si devono aiutare i Popoli Emergenti nei loro Paesi, non con obbrobri tipo "Mare Mostrum". (con la "emme", in tutti i sensi). Buona giornata.