Marò Latorre prolungato 6 mesi il permesso: ok dell'India all'arbitrato

La Corte suprema indiana ha prolungato di sei mesi il permesso per rimanere in Italia concesso al fuciliere per le sue condizioni di salute

La Corte suprema indiana ha prolungato di sei mesi il permesso per rimanere in Italia concesso a Massimiliano Latorre per le sue condizioni di salute. Intanto la procura indiana ha oggi accettato in Corte suprema il procedimento di arbitrato internazionale presentato dall’Italia per il caso dei marò. I giudici hanno quindi fissato un’udienza per il 26 agosto per ricevere il rapporto ufficiale del governo sulla questione. "L’Italia si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche del Fuciliere di Marina Salvatore Girone", fa sapere la Farnesina in una nota.

"La decisione del Governo indiano di partecipare all’arbitrato internazionale da noi avviato - comunicata oggi in udienza dal suo rappresentante - unita all’estensione da parte della Corte Suprema, senza l’opposizione del Governo di New Delhi, di ulteriori 6 mesi della permanenza in Italia del Fuciliere di Marina Latorre, ancorché per un periodo inferiore a quello da noi richiesto, confermano il consolidamento del percorso arbitrale intrapreso dall’Italia il 26 giugno", si sottolinea nella nota del ministero degli esteri. E sulla decisione della Corte è intervenuto Girone: "Sono soddisfatto ma il mio pensiero è sempre rivolto a Salvatore e al desiderio di poterlo, riabbracciare al più presto, in Italia. È questo il mio pensiero più pressante, ogni giorno".

Commenti

magnum357

Lun, 13/07/2015 - 10:48

Hanno accettato gli Indiani l'arbitrato in quanto non saprebbero come venirne fuori da un ipotetico giudizio in tribunale !!!

lamwolf

Lun, 13/07/2015 - 11:01

Rifondazione Comunista..... ahahahahah i comunisti sono solo in Italia e le elezioni degli ultimi anni vi hanno relegato allo 0,....o quando è andata bene al 2/3%. Il comunismo è finito ma non nelle menti bacate di quale inb......

acam

Lun, 13/07/2015 - 11:03

hanno dimostrato chi son e chi siamo noi, non son assetati di vendetta faranno come vogliono fino all'arbitrato, se chi doveva capire non ha capito peggio per lui, sono indiani

JohnyRodd

Lun, 13/07/2015 - 11:10

Finalmente una buona notizia, anche se è vergognoso aver aspettato 3 anni per una decisione che si sarebbe dovuta prendere prima. E intanto Latorre ha avuto pure un ictus. Al comunista invece direi solo una cosa: vergognati!

magnum357

Lun, 13/07/2015 - 11:16

Avessero i pdioti tenuto in gran conto la lettera della ministra severino, oggi sarebbe tutto finito da un pezzo !!!!!

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 13/07/2015 - 11:20

La missione dei fucilieri era disciplinata dall’art. 5 della legge 2 agosto 2011 n.130.In primo luogo, si deve accertare l’esistenza della giurisdizione delle corti penali dell’India sui fatti del febbraio 2012 nonché la sua prevalenza su un’eventuale giurisdizione concorrente delle corti italiane. In subordine (solo cioè se la giurisdizione indiana esiste) si deve valutare l’invocazione dell’immunità funzionale da parte dei fucilieri di marina. In virtù di tale privilegio, ifucilieri sarebbero esenti dalla responsabilità per le condotte compiute nell’ambito del servizio. Nei confronti delle autorità indiane, infatti, dovrebbe rispondere esclusivamente la REPUBBLICA ITALIANA e non, quindi, i fucilieri.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 13/07/2015 - 11:20

Quest'ordine è dettato da un'ovvia metodologia giuridica nelle parole del Giudice della Corte Internazionale di Giustizia Guillaume: “Court’s jurisdiction is a question which it must decide before considering the immunity of those before it. In other words, there can only be immunity from jurisdiction where there is jurisdiction”. Occorre innanzitutto premettere alcuni principi base del diritto del mare. Nel 1982 è stato adottato, a Montego Bay, il trattato più recente e tuttora in vigore, la Convenzione delle Nazioni Unite sul Dirittodel Mare (UNCLOS) che Italia e India hanno sottoscritto e ratificato.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 13/07/2015 - 11:21

Nessuno Stato può vantare la sovranità sull’alto mare, e i principi che regolano la composizione degli interessi relativi ai fatti che accadono in quest’area sono variamente ispirati all’equo contemperamento degli interessi delle parti coinvolte. lo Stato costiero ha poteri speciali di controllo nella zona contigua (che si estende per 24 miglia) solo per la prevenzione e la sanzione degli illeciti in materia doganale, fiscale,sanitaria e di immigrazione (art. 33 UNCLOS).

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 13/07/2015 - 11:22

In alto mare, cioè nelle acque internazionali, lo Stato costiero non può avanzare alcuna pretesa di giurisdizione esclusiva. La norma consuetudinaria, codificata nell’art. 92 UNCLOS garantisce allo Stato di bandiera (lo Stato in cui è registrata l’imbarcazione) l’esercizio della giurisdizione esclusiva sulle sue navi, fatte salve le eccezioni derivanti dal diritto internazionale e dalla Convenzione stessa (come quelle,viste sopra e che qui non rilevano, relative alla zona contigua e alla ZEE). Quindi, di regola, lo Stato di bandiera può applicare il proprio diritto ed esercitare l’azione penale nel caso di un crimine commesso in alto mare.

Raoul Pontalti

Lun, 13/07/2015 - 11:51

magnum357: l'India ha accettato l'arbitrato in conformità con le precise disposizioni dell'UNCLOS, non vi si poteva dunque sottrarre, ma non ha molto da temere: prima di due anni non si risolve nulla (e gli anni possono divenire anche sette e più visti altri casi sottoposti ad arbitrato ex UNCLOS) e secondo la maggior parte degli esperti internazionali, tra cui la quasi totalità di quelli anglosassoni (e gli anglosassoni sono gli "inventori" del diritto del mare poi confluito nell'UNCLOS) l'Italia farà un buco nell'acqua, salvo che alla corte arbitrale non sia demandata, extra legem (rectius: conventionem) e di comune accordo, anche la questione dell'immunità funzionale oltre alla scontata questione della giurisdizione. L'immunità funzionale non è contemplata nell'UNCLOS e pertiene al diritto internazionale consuetudinario, dunque di competenza CIG e non arbitrale.

paolonardi

Lun, 13/07/2015 - 12:05

Tutta questa vicenda e' stata gestita malissimo dai nostri politici pusillamini dei governi Monti, Letta e, buon ultimo, del contadino di Rignano. Animo, un po' di attributi tiramoli fuori di tanto in tanto. Buon ultimo quella bella lenza del rifondarolo che andrebbe imputato per istigazione a delinquere, ma diciarato non punibile per manifesta incapacita' d'intendere e volere.

Edmond Dantes

Lun, 13/07/2015 - 13:16

@Raoul Pontalti. Non metterei la mano sul fuoco riguardo le sue affermazioni. Se anche così fosse la soluzione della vicenda trascende gli aspetti meramente legali, di cui peraltro la controparte indiana non si è mai curata più di tanto, per entrare nell'ambito della politica. Di fronte ad iniziative politiche risolute stia tranquillo che gli indiani troverebbero il modo di rimandarci i marò, ormai ingombranti anche per loro. Certo che se le iniziative sono quelle di un governo di celenterati e dell'"ameba" Mogherini, campacavallo! Al di là di questo ci vorrebbe un po' di ottimismo mentre lei, convinto come il rifondarolo di Rimini della colpevolezza dei marò, non osa esprimersi allo stesso modo ma continua a gufare in modo spasmodico ed ossessivo perché quantomeno i marò marciscano in India. Stia sereno

Raoul Pontalti

Lun, 13/07/2015 - 13:52

#Emond Dantes. L'aspetto politico è purtroppo compromesso dalle improvvide scelte fatte a suo tempo da quel governicchio cui scoppiò in mano il caso marò grazie anche a stoltissime norme (militari a guardia di beni privati come le navi civili, trasformazione delle stesse in fortini galleggianti in dispregio del diritto del mare) ora in via di espunzione dall'ordinamento e già inapplicate . Ignorando l'esatta dinamica della vicenda (grazie anche all'omertà dei militari nonché degli ufficiali civili della petroliera) quel governicchio prese di petto l'India eccependo giurisdizione e immunità funzionale e ancor prima il diritto dei propri militari a sparare all'impazzata (poi questa fregnaccia fu messa in sordina), condizionando così l'azione anche dei governi succedutisi che erano e sono in difficoltà ad azzerare le scempiaggini compiute e devono ricorrere all'arbitrato.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 13/07/2015 - 14:05

Intervento a prescindere (un po' lungo e mi scuso per ciò) rimango della ferma convinzione che i Marò siano innocenti per una serie di motivi che vi risparmio, ma che ho esposto precedentemente.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Lun, 13/07/2015 - 14:20

L'India deve aver finalmente incassato i tanti quattrini richiesti all'Italia per la liberazione dei due Marò. Non si spiega, altrimenti, perchè abbia impiegato oltre tre anni per giungere alla decisione di concedere l'arbitrato internazionale per valutare la posizione dei due Soldati Italiani. In questo modo, sono certissimo, il Tribunale Internazionale riconoscerà pienamente la LIBERTA' ai nostri due fucilieri e l'India, tolta dall'imbarazzo, avrà così ottenuto quello che ha sempre preteso. Una gran quantità di denaro.

claudio63

Lun, 13/07/2015 - 14:48

BAH! LA POLEMICA E' STERILE A QUESTO PUNTO LA COLPEVOLEZZA O L'INNOCENZA dei due maro' doveva essere stablita da una corte italiana che sia farnesina che difesa si sono ben guardati di impostare primariamenete perche assolutamente impreparati a questo tipo di situazioni, al punto che non esiste tutt'ora una task force di esperti in caso di crisi diplomatiche (in compenso una bella manica di cosiddetti diplomatici tutti conti,baroni e doppio cognome con retribuzioni stellari).

Raoul Pontalti

Lun, 13/07/2015 - 14:53

Luigi Morettini innanzitutto per dire sì ad una proposta bisogna che questa sia avanzata e non poteva che avanzarla l'Italia visto che era dissenziente dall'interpretazione indiana della vicenda (e l'India aveva in mano e le vittime del delitto e i (presunti) autori del delitto e quindi intendeva procedere sulla base del suo diritto interno) e l'Italia si è risolta a ricorrere all'arbitrato qualche mese fa e, espletate le consultazioni previste dalle norme UNCLOS (scambi di vedute), ha depositato la richiesta d'arbitrato nell'ultima decade di giugno e l'India, con molta signorilità e senza menare il can per l'aia, ha risposto che lo accetta, ciò che significa che in tempi brevi si perverrà alla nomina dei componenti del collegio arbitrale. L'arbitrato non ha per oggetto la posizione dei marò (materia penale che esula dall'UNCLOS) bensì solo la giurisdizione.

lorenzovan

Lun, 13/07/2015 - 15:51

beh...e' evidente che il passo era stato concordato...altrimenti avrebbero reagito ben differentemente...credo che anche i politici seri indiani non vedano l'ora di chiudere il capitolo...purtroppo le strumentalizzazioni in india di forze scioviniste e demagogiche hanno difficoltato una rapida soluzione del caso

ilbelga

Lun, 13/07/2015 - 17:29

se monti non si fosse comportato come un pivello ma come un vero Uomo di stato, Latorre e Girone sarebbero rimasti in Italia. io al posto loro una volta finita questa brutta avventura andrei in parlamento a sputare in faccia ai nostri onorevoli e poi mi dimetterei dalla marina.

precisino54

Lun, 13/07/2015 - 19:49

X ilbelga - 17:29; il “sobrio” MM per tutta la durata del suo mandato ha mostrato continuamente la sua inadeguatezza in tutti i frangenti, questo è assodato. C’è solo da augurarsi che trattavasi di colposa inadeguatezza e non dolosa, perché in tal caso le procure di tutta la nazione dovrebbero fare a gara per inquisirlo. Ovviamente la competenza dovrebbe essere del tribunale di ministri di Roma.

precisino54

Lun, 13/07/2015 - 20:00

X Italia Nostra - 11:20: limitandosi al post indicato qualcuno potrebbe scorrettamente obbiettare che la sovranità locale su quel tratto di mare fosse tale da consentire le autorità del Kerala di intervenire e fare quanto fatto; d’altra parte ai tempi di Gheddafi la Libia sequestrava i nostri pescherecci affermando la sovranità su una fascia di 200 miglia. Dal combinato disposto degli altri tuoi interventi ed in particolare dal passaggio: “... Nessuno Stato può vantare la sovranità sull’alto mare ...” l’ipotesi è chiaramente smentita.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 14/07/2015 - 00:20

I due Marò dovrebbero fare causa ai tre governi abusivi, che si sono succeduti in questi tre anni, per aver atteso vergognosamente tutto questo tempo prima di ricorrere all'arbitrato internazionale. NON CI STAREBBE MALE UNA BELLA CONDANNA PER OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO.

vince50_19

Mar, 14/07/2015 - 07:44

Dopo questa notizia (sperando non sia l'ennesima bufala) seguirò le "strabilianti" evoluzioni dell'India - incapace dopo tanti anni di giungere alla formulazione definitiva di un'accusa, riguardante i nostri due marò, nelle proprie sedi giudiziarie.. L'India, il primo paese schiavista al mondo e fra i più corrotti e corruttibili che esistano, dove il rispetto della vita umana, il senso della democrazia e della civiltà nel suo popolo sono rimasti quasi a livelli tribali, il peggio di comportamenti animaleschi fra i più deteriori, provocati da un'abissale ignoranza "voluta" dai reggenti quel paese. Ancor più esecrabile di certi comportamenti in paesi di fede musulmana. Ma in "occidente" non è che tutto quel che luccica è oro, sia chiaro. Però l'India è al top, "sei km sopra tutti"..