Marò, spunta la pista dello Sri Lanka

I proiettili ritrovati nel corpo dei pescatori sono sparati solo da un tipo di arma: la Pk, usata dallo Sri Lanka

Dopo quasi quattro anni spunta una nuova indiscrezione che potrebbe scagionare i marò dall'accusa di omicidio. Al centro delle indagini ci sarebbe uno dei proiettili espolsi durante il conflitto a fuoco con i pescatori. Il proiettile che è stato trovato nel cervello di Jalestine, uno dei due pescatori, è lungo 31 millimetri. I proiettili in dotazione ai due fucilieri di marina sono quelli della Nato che misurano 23 millimetri, otto in meno del proiettile analizzato. Ed è in questo quadro, che prende piede la pista che porta allo Sri Lanka. I proiettlii di quel genere e di quella lunghezza sono sparati solo da un tipo di arma: la Pk, una mitragliatrice kalashnikov usata soprattutto dai russi.

L'arma è molto comune, tant'è che è stata usata in molti conflitti passati alla storia, dal Vietnam all'Afghanistan. E, oggi, a usarla ci sono, fra gli altri, anche le truppe indiane e la Marina dello Sri Lanka. L'India da tempo è in conflitto con lo Sri Lanka per la gestione della pesca del tonno. Ed è proprio in una delle zone di pesca che i due pescatori sono stati uccisi. Un dettaglio questo che adesso diventa determinante per le indagini e soprattutto per il verdetto della corte di Amburgo. Le armi in dotazione ai marò, dunque, anche se modificate, non avrebbero mai potuto sparare quel tipo di proiettile. Adesso dalla perizia balistica che dipenderanno le sorti dei nostri fucilieri.

Commenti
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OKprezzogiusto

Mar, 15/09/2015 - 11:42

Un proiettile in un corpo dice molte più cose di una traccia di DNA...

Raoul Pontalti

Mar, 15/09/2015 - 12:19

Quante sciocchezze in un articolo solo...Il tribunale di Amburgo non pronuncerà più alcun verdetto sul caso avendo esaurito la sua funzione respingendo l'stanza italiana relativa all'adozione di misure cautelari e ora si attende il verdetto della Corte arbitrale dell'Aja che si pronuncerà esclusivamente sula giurisdizione e non sul merito. La perizia balistica ha già stabilito che a sparare furono i marò. Punto. Ipotizzare scontri con la marina dello Sri Lanka equivale ad ipotizzare che ad uccidere pescatori trovati morti nel Mar Ligure davanti a Savona sia stata la polizia croata in azione nell'Alto Adriatico (le distanze tra Kerala e Sri Lanka sono più o meno quelle). Sommessamente un quesito: ma con prove scagionanti così solide perché l'Italia rifiuta il processo in India rinunciando a dimostrare davanti alla giustizia indiana e al mondo l'innocenza e la purezza dei suoi marò?

nonnoaldo

Mar, 15/09/2015 - 13:02

Pontalti, sia bravo, la smetta di arzigogolare argomentazioni capziose per difendere la sua posizione colpevolista a priori. Ma di quali perizie balistiche ciancia, di quelle inventate dagli indiani? Perizie che fanno il paio con le altre argomentazioni della stampa indiana, formulate con soli scopi politici interni. Quanto alla giustizia indiana, che evidentemente lei reputa al di sopra di ogni sospetto, perchè detta giustizia di fronte all'evidenza dei proiettili non ha archiviato il procedimento contro i marò e rivolto la sua attenzione su chi usa detti armamenti. Mi ricordano certi processi di casa nostra dove, identificato il colpevole prescelto e di comodo, si "dimentica" di indagare su ogni altra ipotesi.

precisino54

Mar, 15/09/2015 - 13:43

Caro nonnoaldo, "mister io so tutto" RP ha sentenziato! come puoi pensare di confutare delle "verità" così assolute; sin dal primo momento ha detto la sua e nonostante in tanti, me compreso, a lungo hanno provato a fargli capire le bischerate che andava dicendo, essendo "de coccio", insiste. Lascialo perdere, ti consumi le dita e perdi tempo inutilmente! La sua ottusità preconcetta su quanto avvenuto lo porta a non capire le cose lapalissiane, quali ad esempio quella da te detta l'altro giorno sulla mancanza di imputazione dopo 44 mesi! Ragionare di: traiettorie, posizioni, Gps, orari, quote sul pelo dell'acqua, proiettili, di competenze territoriali, diritto della navigazione, etc è fiato sprecato. Quello che fa specie nella vicenda è scoprire quanti, a distanza di tanto tempo, non conoscono ancora quanto sia successo e "cascano dalle nuvole" a leggere i dati oggettivi, quali appunto quelli relativi all'esame autoptico; oltre a meravigliarsi dell'ignavia di tanti.

Raoul Pontalti

Mar, 15/09/2015 - 14:55

Rispetto ai bananas una cosa sicuramente so in più: cosa siano gli stranieri e non per averli visti solo in contesto italiano, ma nei loro contesti nazionali: in altri termini sono un viaggiatore da quasi mezzo secolo. E viaggiando ho imparato ad apprezzare ancor più la mia patria e le mie tradizioni nazionali (culturali, linguistiche, religiose e financo gastronomiche) ma soprattutto a non disprezzare le altrui tradizioni e a considerarle nel loro contesto scoprendo peraltro, lo ammetto, l'acqua calda: siamo tutti esseri umani figli del medesimo Dio e dotati della stessa ragione pur nella diversità delle espressioni. Ma io mi vanto di aver fatto tesoro della scoperta dell'acqua calda, i bananas se ne vergognano o se ne dimenticano e considerano lo straniero inferiore o almeno ostile. Il caso marò lo dimostra: l'India ha torto a prescindere e ragione comunque l'Italia, ma non è così...

istroveneto

Mar, 15/09/2015 - 23:40

x Pontalti - Forse molti italiani saranno quelli che descrive lei. Ma non tutti. Io per esempio sono assolutamente curioso di vedere le prove e capire se i maro' hanno o meno sparato a quei pescatori. Il punto è che la prima autopsia ha rilevato proiettili incompatibili e poi sembra (ma gli indiani non hanno mai reso pubbliche le evidenze) che abbiano trovato proiettili compatibili. Può darsi che questi siano dei maro', ma puo' anche darsi che li abbiano sparati gli indiani coi fucili dei maro', per costruire una prova a posteriori. Io non sono colpevolista o innocentista a tutti i costi e sto a vedere. Comunque uno stato non puo' permettersi di trattenere per tre anni in ostaggio due militari stranieri senza processo e senza far vedere le prove (a meno che non sia uno stato canaglia). Perche' veda, in tal caso il sospetto tende a diventare certezza: hanno paura che, esibendo le prove, le prove rappresentino ... una prova contro di loro (gli indiani).

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 16/09/2015 - 01:13

E' inutile tentare di comunicare con Pontalti, perchè semplicemnte si rifiuta di ragionare. Gli ho già amichevolmente consigliato di rivolgersi a uno psichiatra. Suppongo che gli sia accaduto qualche cosa nella sua vita che gli ha blocccato le normali cognizioni del buon senso. Si è auto bloccato e non accetta neppure l'evidenza. Lasciatelo in santa pace a sproloquiare da solo, alla fine si stuferà di parlarsi addosso.

errekappa

Mer, 16/09/2015 - 11:26

sbagli Pontalti: noi non consideriamo inferiore e ostile lo straniero, questo è il nostro giudizio su di te soltanto!