Marco Prato e quel colloquio col padre in carcere

Marco Prato forse aveva già deciso di togliersi la vita già durante l'ultimo colloquio col padre, Ledo

Marco Prato forse aveva già deciso di togliersi la vita già durante l'ultimo colloquio col padre, Ledo. Durante quell'incontro, come riporta Repubblica i due "hanno parlato dell'inevitabile sentenza che sarebbe piombata su Marco" e "del fatto di doversi preparare al peggio e che, qualunque cosa invece di buono poteva arrivare, sarebbe stata positiva". Prato ripeteva a tutti: "Mi hanno dipinto come un mostro, ma io non mi sento un mostro, io sono innocente. L'unica colpa che ho è quella di non avere avuto il coraggio di fermare quello che stava avvenendo in quella stanza". A quanto pare Prato voleva il sostegno della sua terapista: "Senti papà, se tu vuoi che io viva serenamente il carcere ho bisogno della mia terapeuta: non c'è niente da fare, sennò non ce la faccio. Ho fondato la mia esistenza negli ultimi anni su quel rapporto di fiducia e se questa fiducia non mi viene confermata in qualche modo io crollo e non ho più le risorse e le capacità per affrontare il processo come si deve". Quella che aveva trovato in carcere, sempre come riporta Repubblica, era diventata una persona fidata: "Senti papà, se tu vuoi che io viva serenamente il carcere ho bisogno della mia terapeuta: non c'è niente da fare, sennò non ce la faccio. Ho fondato la mia esistenza negli ultimi anni su quel rapporto di fiducia e se questa fiducia non mi viene confermata in qualche modo io crollo e non ho più le risorse e le capacità per affrontare il processo come si deve", insisteva Prato. Poi la decisione di farla finita.

Commenti

venco

Gio, 22/06/2017 - 21:51

Il padre si vergogni di questo figlio mal allevato.