Massacra la moglie a colpi di karate e le frattura il bacino. Arrestato

Quest’ultima, tuttavia, ha poi confessato di non aver mai avuto il coraggio di denunciare, per timore di restare sola con i due figli - un bambino di 5 anni e una bimba di 9 anni - da crescere. Ed è proprio davanti ai loro occhi che si è consumata la terribile scena di violenza

Ha massacrato di botte la moglie, prendendola a calci sulla schiena con tecniche di karate, tanto da lasciarla esanime a terra, col bacino rotto. La polizia ha così arrestato un lavapiatti di 43 anni che ieri, a Ventimiglia, in provincia di Imperia, ha aggredito per l’ennesima volta la compagna.

Quest’ultima, tuttavia, ha poi confessato di non aver mai avuto il coraggio di denunciare, per timore di restare sola con i due figli - un bambino di 5 anni e una bimba di 9 anni - da crescere. Ed è proprio davanti ai loro occhi, che si è consumata la terribile scena di violenza. Basti pensare, che la donna, trentenne, non riuscendo più neppure a stare in piedi, oltre che camminare, è stata costretta a trascinarsi sulla porta di casa per chiedere aiuto.

Alcuni condomini che hanno sentito le urla provenire dal secondo piano hanno allertato il numero di emergenza 112 e sul posto sono accorse le Volanti del locale commissariato. L’uomo, con piccoli precedenti alle spalle, tra l’altro non specifici, ha ammesso i propri addebiti e non ha opposto resistenza all’arresto.

Nei suoi confronti potrebbe essere contestata anche l'aggravante della cosiddetta "violenza assistita", che si realizza nel caso in cui un minorenne è obbligato, suo malgrado, ad assistere a scene di violenza tra i genitori e a subirne inevitabilmente un profondo turbamento, che spesso rimane indelebile nella sua memoria.

La donna è stata portata in ospedale a Bordighera e dimessa con prognosi di 25 giorni. Quella di Imperia resta una delle province in Italia con i dati più allarmanti riguardanti la violenza sulle donne. Di ieri la notizia dell’arresto di un’altro uomo che ha spaccato il setto nasale alla compagna. Senza contare il “sommerso” ovvero tutte quelle situazioni di abuso che non vengono denunciate e che restano nascoste dentro le mura di una casa.