Mastella vuol chiudere gli asili ai bimbi non vaccinati

L'ex Guardasigilli annuncia un'ordinanza a Benevento e sui social attacca i complottisti: "Affare per le aziende farmaceutiche? Io penso solo ai bambini"

Anche Clemente Mastella prende posizione sul caso vaccini e promuove un sondaggio tra i cittadini di Benevento sulla possibilità, da parte del Comune, di chiudere le porte delle scuole per i bimbi che non sono stati sottoposti alle vaccinazioni dai genitori.

L’ex Guardasigilli lancia la proposta da Facebook e raccoglie un prevedibile e ampio consenso alla proposta di tutela alla salute pubblica. E manda ai “complottisti” che hanno annunciato lotta dura al primo annuncio della proposta, stoccate nemmeno troppo velate: “Care mamme, papà e nonni di Benevento, voglio dirvi che i miei sei nipotini sono stati vaccinati, gli ultimi due proprio in città. A chi sostiene che le vaccinazioni sono un affare delle aziende farmaceutiche, rispondo che il mio unico interesse sono i vostri figli e nipoti ed evitare i contagi. Chiedete ai vostri medici di famiglia se avete perplessità”.

Prima ancora, aveva fatto accendere il dibattito annunciando, sempre sui social, l’iniziativa: “Farò un'ordinanza con la quale sarà vietato ai bimbi da zero a sei anni di poter essere iscritti all'asilo o alle elementari se non hanno fatto le vaccinazioni obbligatorie. L'aumento del morbillo e di altre malattie pone a rischio i vostri figli. Se con i vaccini ci può essere il rischio che un bambino ogni milione possa avere problemi, senza vaccinazione può morire un bambino ogni diecimila”.

A questo post avevano fatto seguito numerose reazioni, anche di segno opposto. C’è stato chi ha invocato addirittura l’incostituzionalità di un provvedimento simile a quello promesso da Mastella, chi ha chiesto rispetto per le scelte dei genitori e chi ha cercato di sparigliare la discussione, allargando il campo della discussione (e dei divieti) alla prevenzione di Hiv ed epatiti.

La bagarre sui vaccini è ritornata prepotentemente d'attualità dopo le polemiche che hanno accompagnato alcuni servizi proposti dalla trasmissione Rai di Report che hanno sollevato un vespaio di reazioni nel mondo politico e scientifico.