Matrimonio, quello religioso dura di più

Mettendo a confronto i matrimoni del 1995 con quelli del 2005 l'Ista rileva che propensione a separarsi è molto inferiore (e stabile nel tempo) nei matrimoni celebrati con il rito religioso. Ma in Italia ci si sposa sempre meno

Sempre meno matrimoni per gli italiani. E chi si sposa preferisce il rito civile. Gli ultimi dati diffusi dall'Istat sono abbastanza chiari in tal senso. Nel 2014 in tutto sono stati celebrati 189.765 matrimoni, circa 4.300 in meno rispetto all’anno precedente. Al primo matrimonio si arriva sempre più maturi: gli sposi in media hanno 34 anni, le spose 31. Gli italiani si sposano sempre di meno e preferiscono sempre più le unioni di fatto, che dal 2008 a oggi sono raddoppiate. Le coppie che convivono sono 641.000 nel nostro Paese. Dieci volte di più di quante non fossero nel 1994. Nel quinquennio 2009-2013 il calo è stato in media di oltre 10.000 matrimoni all’anno.

Curiosità: numeri alla mano i matrimoni religiosi sono più stabili di quelli celebrati in Comune. Mettendo a confronto i dati del 1995 con quelli del 2005, la propensione a separarsi è molto inferiore (e stabile nel tempo) nei matrimoni celebrati con il rito religioso. Per quanto riguarda l’instabilità coniugale, il rapporto dell’Istat segnala che sarebbe in una fase di assestamento, almeno secondo i dati relativi al 2013 e al 2014 sul fenomeno. Nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335, le prime in leggero aumento e i secondi in lieve calo rispetto all’anno precedente.

Per i divorzi concessi nel 2014, l’intervallo di tempo intercorso tra la separazione legale e la successiva domanda di divorzio è pari o inferiore a cinque anni nel 60,2% dei casi. Aumentano le separazioni nel Mezzogiorno, dove i valori sono più che raddoppiati (si è passati da 70,1 a 254,0 separazioni per 1.000 matrimoni in Campania e da 95,3 a 309,4 in Sardegna). Le regioni del Nord e del Centro - che partivano da livelli sensibilmente più elevati - registrano nello stesso periodo un incremento più contenuto. L’unica eccezione è rappresentata dall’Umbria, dove il valore del tasso è più che triplicato.

Coppie miste, separazioni in aumento

La crescita dell’instabilità dei matrimoni fra coniugi di diversa cittadinanza è un fenomeno relativamente recente, dovuto all’aumento dei matrimoni "misti", quelli cioè che coinvolgono cittadini italiani e stranieri. Nel 2014 le separazioni di coppie miste hanno raggiunto in termini assoluti un massimo pari a 8.334 (in termini relativi 9,3% di tutte le separazioni, percentuale simile a quella registrata nel 2000). In sette casi su dieci (69,7%), segnala il rapporto, la tipologia di coppia mista che arriva a separarsi è quella con marito italiano e moglie straniera (o che ha acquisito la cittadinanza italiana in seguito al matrimonio). Questo risultato appare strettamente connesso con la maggiore propensione degli uomini italiani a sposare una cittadina straniera. Per quanto riguarda i divorzi di "coppie miste" la tendenza è in crescita, anche se l’entità del fenomeno è piuttosto contenuta (4.958 nel 2014, pari al 9,5% del totale) .

Commenti

Publio Sestio Baculo

Gio, 12/11/2015 - 16:34

I matrimoni che coinvolgono cittadini italiani e stranieri sono matrimoni fra coniugi di diversa nazionalità e non diversa cittadinanza.