Un Matteo vince l'altro perde Il pagellone del grande caos

Queste pagelle non sono la verità con la V maiuscola. È un passatempo, un gioco, un punto di vista. È solo un sogno di mezza estate. «E, come è vero che son sincero, se solo avremo la fortuna di sfuggire ai vostri insulti, a fare ammenda riusciremo».

La crisi di agosto

È arrivata come un temporale, come un tormentone, con il battito di ciglia di un Salvini balneare, quasi come un dispetto. Tu sogni il mare, le vacanze, quella parentesi di pochi giorni per fuggire in qualche modo dalla realtà e ti ritrovi a parlare di governi e maggioranze. Una partita a scacchi nel bel mezzo della fiera d'agosto. Voto 2

Matteo Salvini

C'è sempre un momento durante le vacanze in cui cominci ad annoiarti. Va bene il sole, il caldo, la sabbia che ti entra nel costume, la parmigiana sotto l'ombrellone, le serate con la musica, i comizi da bar sulla politica con il solito «eh, se ci fossi io a comandare... Ma con i pieni poteri», poi ti inventi pure il remix dell'inno di Mameli, ma alla fine di tutta questa caciara davvero non ne puoi più. Ecco perché il Capitano ha detto basta: si va al voto. Solo che poi si è accorto di aver parlato troppo presto (o troppo tardi) e c'è sempre qualche furbo che ti prende in parola. Il resto d'agosto lo sta passando a fare marcia indietro, come quando con il pattino ti accorgi che ti stai allontanando troppo, lì dove non si tocca. A un certo punto arriva l'alta marea, fino al collo. Voto 4

Il Parlamento

Un Parlamento ci vuole, non fosse altro per bestemmiare la casta. Sembrava sparito, sommerso dai social e dalla repubblica dei like. La politica non passava più da lì, da quelle stanze stanche dove gli «eletti» si ritrovano a premere pulsanti e a bivaccare come naufraghi sull'isola dei peones. La crisi di agosto ha ridato un senso al Parlamento. Appena senatori e deputati se ne sono accorti si sono messi di buzzo buono per riportarlo ai margini, con uno spettacolo di arte varia di uomini e donne innamorati di sé. Voto 9 (ma 4 agli inquilini).

Sergio Mattarella

Non parla. Non si sente, ma esiste davvero. È lui che alla fine detta i tempi di questa crisi e ne scrive il canovaccio. È come i vecchi registi del calcio di una volta o un play maker di basket. È lì, che smista e cerca corridoi invisibili. È l'uomo a cui dai la palla quando non sai cosa fare. Voto 8

Giuseppe Conte

Non bisogna mai sottovalutare i premier per caso. All'inizio li vedi spaesati e con la valigia pronta per tornare a casa, poi cominciano a sognare. Si vedono come l'ultima speranza della res publica, con la toga, al centro della scena, e la mano che punta l'orizzonte. Era una vita, dai tempi della filodrammatica, che sognava di fare un'orazione in stile Cicerone. Non resterà a Palazzo Chigi. Si accontenterebbe di un posto come commissario europeo. Modello Prodi. Voto 6 e mezzo

Romano Prodi

È apparso per un attimo per evocare una maggioranza allargata. Quella che poi dovrebbe portarlo al Quirinale. La sua ultima ambizione è consumare la pensione come presidente della Repubblica. Voto 5

Luigi Di Maio

Quando gli dèi ti vogliono punire esaudiscono i tuoi desideri. È quello che è successo a Luigino Di Maio. Voleva il potere e i grillini al governo. È successo e lì i Cinque stelle sono svaporati. La colpa, dice Grillo, è tutta sua. Voto 4

Il Popolo

Nel nome del popolo, lo dice il popolo, la sovranità al popolo, avanti popolo, per il bene del popolo. Il popolo è una scusa, un alibi, una promessa, un fantasma, una preghiera. Quando tirano in ballo il popolo, e lo fanno tutti e troppo spesso, state sicuri che vi stanno fregando. Senza voto

Matteo Renzi

La crisi ha cancellato i cattivi pensieri. È rispuntato con un oplà. Sono qui perché ho i parlamentari per mettere su qualsiasi governo di coalizione. È il leader di chi non vuole andare a casa e anche se non è segretario parla a nome del Pd. Come ritornare al centro del villaggio con un saltello all'improvviso. Voto 6

Beppe Grillo

È tornato in tempo per rilanciare il suo tour di spettacoli autunnali. I grillini si sono ritrovati a casa di Grillo per ritrovare se stessi. Non si è capito bene cosa sperano di fare, ma visto che sondaggi personali danno il M5s intorno al 7-8 per cento si riparte con uno slogan inconfondibile: vaffa al voto. Voto 4

Il Centro

È ormai la terra di nessuno dove molti sognano di andare. È una sorta di terra promessa, larga, profonda, tutta da immaginare. È lì che Berlusconi vorrebbe costruire la sua nuova casa, come alternativa a sovranisti, populisti, qualunquismi e vecchie oligarchie di sinistra. È lo spazio dove prendersi cura della civiltà liberal-democratica. Voto 7

Maggioranza Ursula

Ma che razza di nome è? È l'Europa che si incarna nel sonno degli italiani. È replicare pure qui la maggioranza che ha eletto in Europa Ursula von der Leyen. Voto 5

I due Matteo

Ci sono destini che si muovono a specchio. Accade dai tempi di Plutarco e delle sue vite parallele. Non è solo il nome che li lega. C'è anche il fuoco. Voto 7

Roberto Saviano

Non abbiamo bisogno di un santo che augura il carcere, come un anatema, una maledizione, una condanna senza prove. Il libro più stampato nella storia è la Bibbia, ma non basta scrivere un bestseller per sentirsi Dio. Voto 3

I giornali di carta

Questa crisi balneare mostra qualcosa di antico. Questo Paese bisogna raccontarlo. E la carta fa ancora il suo sporco mestiere. Voto 8