Maturità, parte il "quizzone"È il giorno della terza prova

Mezzo milioni di studenti sui banchi per l'ultima prova scritta, quella che fa più paura. Ma molti ammettono: i docenti ci hanno dato una mano

Prima e seconda prova il 20 e 21 giugno. Poi un attimo di respiro nel fine settimana. E questa mattina i 500mila della maturità tornano sui banchi per la terza prova scritta, il "quizzone multidisciplinare" stilato dalle singole commissioni d'esame. Domande a risposta multipla e a risposta aperta, in quella che è l'ultimo step prima degli esami orali, che prenderanno il via ai primi di luglio.

La terza prova rimane quella più temuta dagli studenti. Ma al contempo è anche quella più elastica. È un sondaggio di Skuola.net a provare a tirare le somme e a rivelare che, se in teoria le cinque materie e le domande della terza prova dovrebbero essere segrete, nei fatti le commissioni si dimostrano più "elastiche" che per gli altri scrtti.

Secondo quanto emerso dal sondaggio del sito, a cui hanno partecipato circa in 800, uno studente su cinque conosce le materie prima dell'inizio della prova. E non di rado anche qualche domanda. Il perché delle "anticipazioni" è presto detto. Metà dei professori coinvolti dalla terza prova sono membri interni della commissione. Che cercano di dare una mano ai propri ragazzi.

Ma se qualcuno arriva alla terza prova non tranquillo, ma comunque rassicurato da un paio di certezze sulle materie su cui sarà chiamato a dare delle risposte, qualcun altro non sa nulla fino al momento dell'esame. Per eliminare queste disparità, commenta sempre Skuola.net, dovrebbe bastare l'introduzione della prova nazionale curata dall'Invalsi, che "renderebbe più omogenea la difficoltà dell'esame di maturità. Ma spaventa gli studenti, per lo più contrari a questa prospettiva". 

Commenti

Roberto Casnati

Lun, 25/06/2012 - 19:27

A suo tempo diedi gli esami di maturità classica portando all'esame 3 (tre) anni interi del programma scolastico. L'esame poteva essere un incubo solo se ci s'imbatteva in una commissione imbecille che, invece di verificare la "maturità" ovvero la capacità di ragionare, di correlare tra loro aspetti apparentemente diversi del sapere per documentare un ricco bagaglio culturale che avrebbe facilmente consentito di affrontare qualsivoglia tema la vita avrebbe proposto, una commissione imbecille, dicevo, che avrebbe fatto della maturità una specie di concorso a premi, un "lascia o raddoppia" del sapere. Purtroppo, soprattutto le "commissioni" composte da meridionali hanno ridotto la maturità ad un "quiz" per loro comodità e per la loro stupidità. E' infatti molto più facile e rapido fare un esame "quiz" piuttosto che confrontarsi con il candidato in una discussione appunto "matura". Ora l'esame è diventata una barzelletta a premi, si chiama maturità ciò che non lo è affatto come i diplomi