Maxi evasione fiscale, la Bracco rischia il processo

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente di Expo 2015 Spa e commissario generale per il Padiglione Italia

Rischia il processo Diana Bracco, presidente di Expo 2015 Spa e commissario generale per il Padiglione Italia. Il pm Giordano Baggio, che ha condotto le indagini assieme al procuratore aggiunto Francesco Greco, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'industriale lombarda, accusata di un'evasione fiscale da oltre un milione di euro, in qualità di numero uno del cda della Bracco Spa.

Dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita sono le ipotesi di reato formulate dai magistrati che hanno chiesto il processo anche per le altre persone coinvolte nell'inchiesta: il presidente del cda della Bracco Real Estate Srl, Pietro Mascherpa, e i due architetti di fiducia dell'industriale, Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi, titolari dello studio di progettazione Archilabo di Monza.

La frode fiscale sarebbe stata realizzata abbattendo l'imponibile attraverso fatture per spese personali, come la manutenzione di barche o case in celebri località turistiche, dall'isola di Capri alla Provenza, fatte confluire sui bilanci delle società del gruppo Bracco. I finanzieri del Nucleo polizia tributaria, che hanno eseguito un sequestro preventivo di circa un milione e 42mila euro, pari all'importo della presunta evasione, si sono concentrati su fatture per un totale di oltre tre milioni di euro emesse dagli architetti per i lavori in cinque case di proprietà di Diana Bracco.

La procura aveva chiuso le indagini preliminari lo scorso 29 maggio. "Non c’è stata alcuna frode fiscale", aveva commentato all'epoca il difensore dell'industrale, l'avvocato Giuseppe Bana, "si tratta di contestazioni riguardanti l’inerenza all’attività d’impresa di fatture, situazione non rilevante sotto il profilo penale".

Non è la prima volta che la Bracco ha problemi con il fisco. A fine maggio 2010 era stata denunciata dalla Guardia di finanza di Genova per lo yacht "If Only", un 40 metri costruito nei cantieri olandesi Feadship e intestato alla Ceber, società di Milano che ha come ragione sociale il noleggio di unità da diporto. Le quote erano dell'indagata e della Dolfin srl, interamente detenuta dalla presidente del gruppo farmaceutico. Secondo la Guardia di finanza, il panfilo, registrato a Sanremo e ormeggiato ad Antibes in Costa Azzurra, sarebbe stato usato privatamente dai Bracco.

Il 9 aprile 2010, poi, era finita sotto processo con l’accusa di evasione fiscale assieme a un manager della Bracco Imaging spa, in relazione ad alcune fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti indicate in dichiarazioni dei redditi della società.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, a giorni, sarà fissata l'udienza preliminare.

Commenti

franco-a-trier-D

Gio, 02/07/2015 - 19:07

in galera devi andare befana e poi date la colpa alla Merkel....