Medaglia d'oro per una superstite della strage di Sant'Anna

Cesira Pardini, 86 anni, è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile. Durante la strage di Sant'Anna di Stazzema, compiuta dai tedeschi il 12 agosto 1944, salvò le sorelle e un bambino.

Aveva diciotto anni Cesira Pardini quando salvò le sorelle e un bambino dalla strage di Sant'Anna di Stazzema (Lucca), dove a causa dei nazisti persero la vita 560 persone. La più grande strage tedesca compiuta in Italia come numero di vittime. A distanza di 68 anni per i suoi gesti di eroismo le è stata conferita la Medaglia d'oro al merito civile. La signora, oggi 86enne, vive sul mare, a Marina di Pietrasanta. A comunicarle la bella notizia è stato il sindaco di Stazzema Michele Silicani, non appena ha avuto conferma dagli uffici del Quirinale.
"Erano anni che aspettavamo questa notizia - commenta il sindaco - e la commozione di Cesira Pardini è il più bel riconoscimento per la comunità che rappresento e per Sant’Anna di Stazzema. Nella vicenda di Cesira c’è tutta la forza delle donne di Sant’Anna di Stazzema che si distinsero in moti di vero e proprio eroismo e che già avevano ottenuto questo riconoscimento".

Quello di Cesira non fu l'unico gesto di eroismo di quel terribile 12 agosto 1944. Un altra donna, Jenny Bibolotti Marsili, scagliò uno zoccolo contro un soldato tedesco per attirare su di sé l’attenzione e distoglierla dal figlioletto Mario". Quel bambino, divenuto adulto, oggi porta con orgoglio la medaglia alla memoria data a sua madre. Un'altra donna, Milena Bernabò, pur essendo gravemente ferita si aprì un varco attraverso il soffitto di una stalla in fiamme e, in questo modo, salvò  tre bambini.

Oggi è arrivata la medaglia d'oro per Cesira Pardini. Questa è la motivazione, come si può leggere sul sito del Quirinale: "Nel corso di un rastrellamento e del successivo feroce eccidio perpetrato dalle truppe tedesche, insieme alla madre, alle sorelle ed altri vicini, veniva catturata e messa al muro ma, sebbene ferita dai colpi di mitragliatrice, riusciva a spingere le sorelle al riparo in una stalla retrostante. Successivamente, dopo aver tolto dalle braccia della madre uccisa anche la sorella neonata, le conduceva tutte in un luogo più sicuro, nei pressi del quale, pur nuovamente ferita dai militari in ritirata, individuava sotto un cumulo di cadaveri un bambino in tenera età ancora in vita, e lo traeva in salvo. Luminosa testimonianza di coraggio, ferma determinazione ed elevato spirito di solidarietà umana. 12 agosto 1944 - Loc. Coletti di Sant'Anna di Stazzema (Lu)".