Medicine e controindicazioni Ecco la guida per evitare rischi

In qualità di direttore medico e scientifico, nonché di responsabile della farmacovigilanza, il medico chirurgo Walter Bianchi, con una competenza trentennale in multinazionali farmaceutiche, dopo essersi occupato anche di ricerca clinica sui medicinali, ha pensato di mettere a disposizione dei cittadini il suo «Medicine senza rischi», edito da Vallardi, la prima guida da seguire per fare un uso corretto dei medicinali. Le nostre mamme ci ammonivano dicendo che i medicinali «fanno più male che bene», ma molte cose sono cambiate e il mercato dei farmaci, grazie anche a campagne studiate dall'industria farmaceutica, mirate a sensibilizzare l'opinione degli italiani sulla necessità dei loro prodotti, vale più di 20 miliardi di euro l'anno. «Business is business»; non per niente viviamo in una società eccessivamente medicalizzata.Ma sono davvero necessari tutti quei medicinali prescritti o ai quali abbiamo libero accesso trovandoli sul banco delle farmacie?O meglio, siamo consapevoli di farne un uso appropriato e delle conseguenze che si corrono col loro utilizzo? Aderiamo al trattamento sfruttando l'efficacia del principio attivo? E le terapie che seguiamo sono quelle più idonee a risolvere il nostro problema? Sono tante le domande alle quali Bianchi offre delle risposte pertinenti ed esaustive. Il farmaco, cioè il principio attivo del medicinale (il cui significato, in base alla sua etimologia greca, sta a indicare un veleno) oltre ad avere effetti sulla malattia controllandone i sintomi (a volte prevenendola, guarendola o rallentandone la progressione) può spesso provocare  una serie di effetti collaterali e reazioni avverse  (frequentemente favoriti da condizioni non ideali del paziente).Ogni farmaco viene commercializzato dopo un'attenta valutazione del rapporto tra i benefici e i rischi connessi con l'uso del medicinale, ma spesso, occorre un lungo periodo prima di comprendere tutti i benefici e i rischi connessi al loro utilizzo. I medicinali sono di certo una risorsa preziosa dell'uomo moderno, ma come consiglia un principio etico fondamentale della medicina: «Primum non nocere».