Memoria e alti valori per affrontare il futuro

Memorie e passaggi sono determinanti per la storia dei popoli e dei continenti. Proiettata sul territorio, Biennale Democrazia vive nel cuore della città: Teatro Regio e Piccolo Regio, Teatri Carignano e Gobetti, Accademia delle Scienze, Circolo dei Lettori, Aula Magna della Cavallerizza Reale, Campus Luigi Einaudi, la sede storica di Intesa Sanpaolo a Palazzo Turinetti, Museo Diffuso della Resistenza, Torino Youth Centre, la sede della Fondazione Fulvio Croce saranno la cornice dei dibattiti e degli incontri in calendario. E gli assi portanti delle cinque giornate dedicate alla democrazia saranno le quattro grandi aree tematiche. «Transiti e barriere», perché viviamo tempi di transizioni plurali, dove si parlerà di politica italiana e internazionale, cultura, economia, con personaggi, tra gli altri, come Marie-Hélène Brousse, Gianmarco Ottaviano, Massimo Recalcati e Moni Ovadia. «Eredità e inizi» per ripercorrere il «secolo breve» e interrogarsi sulla memoria riflettendo di storia, cultura, letteratura, economia, politica italiana e internazionale. «Velocità e lentezza» perché il nostro è un tempo troppo accelerato. «Possibilità» perchè le grandi trasformazioni aprono anche molte possibilità.

Ma Biennale Democrazia propone anche quest'anno tanti spettacoli. Dopo Thyssen Opera Sonora, venerdì 27 marzo, al Teatro Gobetti «Un caso, 2015», ispirato alla storia di Isidoro Danza, imprenditore di Voghera che, costretto dalla crisi, si trasform0a in un rapinatore. Il cartellone offre poi un omaggio ai 50 anni dei «Comizi d'amore» di Pier Paolo Pasolini, introdotti da Tullio De Mauro e Adele Cambria, mentre Gianni Bissaca darà voce al testo di Albert Einstein e Sigmund Freud, «Perché la guerra». Ancora, la musica della Banda Osiris, insieme al giornalista Federico Taddia e al filosofo della scienza Telmo Pievani, che racconteranno in «Finalmente il finimondo», tutte le volte in cui l'Umanità ha rischiato la «fine del Mondo». Il compito di chiudere l'edizione, domenica 29 marzo, al Teatro Carignano, alle 21, spetterà invece a Goumour Almoctar Bombino, cantante e chitarrista del Niger, autore dell'album Nomad.

Uno speciale percorso, inoltre, sarà dedicato ai «Grandi Discorsi» della Liberazione: Winston Churchill commentato da Adrian Lyttelton e letto da Umberto Orsini; pagine di Primo Levi a cura di Fabio Levi e interpretate da Fausto Paravidino. Infine, Giuseppe Cederna darà voce alle lettere di Vittorio Foa, con un'introduzione di Carlo Ginzburg. Tra gli ospiti internazionali: il costituzionalista della Hong Kong University Benny Tai Yiu-Ting, ispiratore del movimento dell'«Umbrella Revolution»; Saskia Sassen, sociologa della Columbia University, tra i massimi esperti di globalizzazione e processi transnazionali; Colin Crouch, sociologo e politologo all'Università di Warwick, noto per aver coniato e sviluppato il concetto di «Postdemocrazia». Tra i relatori, anche il filologo Luciano Canfora, il filosofo Massimo Cacciari, Carlo Ossola, professore di letteratura al Collège de France di Parigi e accademico dei Lincei, il premio Strega 2014 Francesco Piccolo, gli scrittori Michela Murgia, Gianrico Carofiglio e Benedetta Tobagi. Non mancherà la letteratura con quattro incontri al Circolo dei Lettori, dove Paolo Giordano commenterà Conrad; Maria Antonietta Grignani, Fenoglio; Fausto Paravidino, Garcìa Màrquez e Gregorio Botta, Haruki Murakami. E poi, muri onirici, installazioni fotografiche, proiezioni video, mostre multimediali, d'arte e creazioni in ogni dominio della cultura animeranno e coloreranno ogni angolo della città.