La metà delle nostre case ​va messa in sicurezza

La fotografia scattata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Una fotografia impietosa quella scattata del Consiglio nazionale degli ingegneri. In uno studio, pubblicato poche settimane prima del terremoto di Amatrice e ripreso oggi da La Stampa, si calcola che per mettere in sicurezza i 21,5 milioni di italiani che vivono in aree a rischio "molto o abbastanza elevato" costerebbe circa 36 miliardi di euro, in parte a carico dello Stato e delle amministrazioni, in parte dei privati.

Come spiega La Stampa, "mettere in sicurezza non significa cancellare il rischio ma ridurlo, sebbene di molto".

Nel documento si legge che "gli immobili da recuperare sono circa il 40% di tutti gli immobili del paese. Un lavoro infinito, infinitamente oneroso, che non contempla i costi per le indagini geologiche necessarie palmo a palmo perché ogni metro quadrato ha una sua peculiarità, soprattutto sull’Appennino".

Insomma, sulla prevenzione siamo messi male e anche sulle condizioni degli stabili. Infatti, poco più della metà delle abitazioni italiane (15 milioni su trenta) è stata costruita prima del 1974, "in completa assenza di qualsivoglia normativa antisismica".

Commenti

marygio

Mar, 30/08/2016 - 11:38

e vai con le scemenze. a bologna il terremoto e stato da paura. le due torri non hanno fatto una piega. sono ancora lì....ahhhhhhhhhhhhh

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Zagovian

Mar, 30/08/2016 - 11:44

Questo è il "patrimonio immobiliare" di cui è fatta l'italia,su cui lo "stato italiano",lucra,pretende le tasse!!! Allo "stato",non interessa che il "patrimonio immobiliare" Italiano,stia in piedi in sicurezza!!Importante è che "stia in piedi",per giustificare le tasse!!!!

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wilegio

Mar, 30/08/2016 - 12:20

E fin qui... siamo tutti d'accordo! But the question is: CHI PAGA?

linoalo1

Mar, 30/08/2016 - 12:37

Balle,Signori Ingegneri!!!Tutte le Nostre Case sono Antisismiche!!!Magari solo per i Gradi più Bassi della Scala Sismica,ma comunque Antisismiche,perchè nessuno dice,fino a che Grado,deve resistere una Casa e,nemmeno per quanto tempo di fila!!!!

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Leonida55

Mar, 30/08/2016 - 12:51

Si potrebbe arrivare ad un compromesso con lo Stato: i privati si mettono in sicurezza tutte le case, con i soldi risparmiati dalle tasse sulle case, che rimarrebbero congelate per tre anni e migliorie effettuate entro quel tempo. Gli avvoltoi dello Stato mi sa che non accetterebbero.

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Zagovian

Mar, 30/08/2016 - 14:36

@Leonida55,@wilegio:farei un distinguo fra prima e seconda casa.Una "seconda casa",essendo un "di più",è giusto che venga adeguata ai fini della sicurezza,"sostanzialmente"a proprie spese.Per la "prima casa",il discorso,degli "aiuti esterni",dovrebbe essere legato al reddito degli occupanti,al loro numero,alla dimensione della casa, e alla possibilità che lo "stato",recuperi lo "sgravio fiscale",in sede di vendita(come seconda casa),o trasmissione ereditaria.

Blueray

Mar, 30/08/2016 - 16:27

Quasi premonitore lo studio del CNI. Ma che siano dotati di poteri medianici?

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wilegio

Mer, 31/08/2016 - 00:02

@Zagovian quindi, mi faccia capire... Se uno muore sotto un terremoto in una seconda casa, è meno morto? Non vedo la differenza fra prima, seconda e terza, dato che su tutte si pagano tasse esose.

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Zagovian

Mer, 31/08/2016 - 13:25

@wilegio:...è naturalmente sempre morto.Il concetto è che sul "superfluo",lo Stato(di per sé già esoso),non può dare dei soldi,a "fondo perso".Tutti coloro che non hanno la possibilità di acquistarsi una casa,che vivono in affitto,ma PAGANO LE TASSE,è giusto che paghino una quota,per l'"adeguamento antisismico",della sua "seconda casa",quando loro non hanno nemmeno una "prima casa"?