Il meteorologo Giuliacci: "Vi spiego cosa è successo in Abruzzo"

Il meteorologo: "Nessuno, con i parametri scientifici odierni, poteva immaginare questi due metri di neve”

Se durante i Mondiali di calcio diventiamo 60 milioni di commissari tecnici, durante tragedie come quella vissuta dall’Italia centrale e dall’Abruzzo diventiamo climatologi, meteorologi e sismologi. Nella convinzione diffusa un evento meteo è più prevedibile di un terremoto. Ma è davvero così? Andrea Giuliacci, meteorologo e climatologo, volto noto delle previsioni meteo di Mediaset, parla del suo campo professionale: ciò che viene dal cielo.

La bufera di neve che ha colpito l’Abruzzo in questi giorni era stata prevista?
“Intanto aspettiamo i risultati ufficiali. Quando nevica le rilevazioni vanno fatte fisicamente sul posto con misurazioni precise. La neve non è misurabile immediatamente come la temperatura o la pioggia. Tutte le previsioni erano incentrate su abbondanti nevicate su quasi tutto il territorio abruzzese, fascia costiera esclusa. Diciamo, per quantificare, due metri al massimo”.

Allora cosa è successo?
“Ha iniziato a nevicare tra domenica pomeriggio e domenica sera e praticamente non ha più smesso fino a mercoledì! Per cui da 900/1.000 metri in su l’Abruzzo è stato sommerso. Parliamo di un livello medio di due metri. Cioè in alcuni punti è caduta anche più neve. Si tratta di un evento fuori scala”.

Che significa evento fuori scala?
“Le previsioni meteorologiche si basano su sistemi che si rifanno anche a una periodizzazione storica. In Abruzzo una nevicata del genere c’era stata nel 2012. Generalmente consideriamo eventi simili eccezionali, cioè con cadenza secolare, uno ogni cent’anni”.

Com’è possibile che invece ricorra una nevicata del genere due volte in soli cinque anni?
“Il clima è cambiato radicalmente in dieci anni e continua a cambiare rapidamente, più velocemente dei modelli su cui si struttura la scienza meteorologica. Il sistema climatico ha più energia che in passato e le condizioni meteo oscillano come un pendolo. La scorsa Epifania abbiamo visto il Salento coperto da 30 centimetri di neve, cosa accaduta nel 2001, nel 1987 e nel 1979. Il mar Adriatico è più caldo rispetto a vent’anni fa, il contrasto tra l’aria gelida e l’acqua più calda crea le abbondanti nevicate”.

Polemiche sui soccorsi, polemiche per i terremotati al gelo, polemiche per le mancate previsioni. Di chi è la responsabilità?
“In Abruzzo sono abituati alla neve, non è certo una novità nelle zone interne. Era ragionevole pensare ad abbondanti nevicate. Ma non si poteva prevedere una quantità simile di neve che è caduta violenta in un paio di giorni. È un evento epocale. In ogni caso nessun meteorologo può lanciare allarmi o allerte di nessun tipo. Quello è compito della Protezione civile che è dotata di un proprio servizio informativo meteorologico. Ma nessuno, con i parametri scientifici odierni, poteva immaginare questi due metri di neve”.

Quando finirà questo flagello bianco che si è abbattuto sull’Abruzzo?
“Oggi non dovrebbe nevicare, certamente sabato e domenica non cadranno fiocchi. Per fortuna farà freddo, asciutto e più attenuato, il che impedirà uno scioglimento repentino delle nevi, che sarebbe pericoloso per la portata dei fiumi e dei torrenti”.