Metodo Stamina: dai documenti nessuna prova di miglioramenti

Nel materiale degli Spedali di Brescia, che somministrano la cura, nessuna traccia di una reale utilità

Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation

Trentasei schede che sintetizzano le cartelle cliniche degli Spedali Riuniti di Brescia danno una risposta chiara a quanti sostengono che il metodo Stamina porterebbe a miglioramenti nei pazienti che si sono sottoposti alle cure.

Nei documenti, consegnati agli esperti del Comitato istituito dal ministero della Salute, non ci sono prove di un miglioramento reale. Una verità che contraddice l'opinione dei parenti dei malati, che sostenevano invece che non solo il metodo proposto da Davide Vannoni non presenta effetti collaterali, ma che invece porterebbe a miglioramenti nei pazienti.

Se nel materiale - di cui l'Ansa è venuta in possesso - non si segnalano effetti collaterali alle infusioni, non ci sono neppure casi di miglioramento supportati dalle analisi, ma soltanto auto-valutazioni di pazienti e famiglie.

Questa mattina Guido De Barros, padre di Sofia, affetta da Leucodistrofia metacromatica e curata con il metodo Stamina a Brescia, aveva annunciato per domani una conferenza stampa in cui avrebbe presentato ai giornalisti documenti a sostegno della tesi dei miglioramenti nei malati, ma anche "mancanze, come quella dell'ospedale, che non ha effettuato visite diagnostiche di follow up".

Nel frattempo la procura di Torino ha annunciato che nei primi giorni del 2014 consegnerà gli avvisi di conclusione delle indagini sulla Stamina Foundation. Fonti giudiziarie hanno dichiarato all'Agi che non dovrebbero esserci proroghe ulteriori.

Commenti

NON RASSEGNATO

Ven, 27/12/2013 - 20:36

Se le famiglie vogliono il metodo stamina, lasciateli fare, ma che si curino a loro spese. Ognuno dovrebbe essere libero di suicidarsi come preferisce.

pietrom

Ven, 27/12/2013 - 23:33

@NON RASSEGNATO: visto che le cure ufficiali si sono dimostrate altrettanto fallimentari (con l'aggiunta di gravissimi effetti collaterali), perche' non dare ad ogni malato un "buono" da poter spendere come meglio crede? In questo modo la cura che si dimostra migliore avra' piu' finanziamenti.

pietrom

Ven, 27/12/2013 - 23:36

Avranno fatto i controlli con la procedura del "doppio cieco"? Quella dove ne' il malato ne' il medico sanno se la terapia e' quella vera o se si tratta di placebo?

st.it

Sab, 28/12/2013 - 07:12

Sarebbe stato anomalo che si fossero diffusi dati diversi: la ministra, che di sanità non ne sa una mazza ha dato l'ordine di scuderia :screditare stamina a senso unico, ma teniamo presente che queste erano già considerate cure palliative e compassionevoli nessuno ha mai affermato il contrario ...Anzi puzza molto di bruciato tutto questo agitarsi dei soloni della scienza, non sarà mica perché questi luminari siano SUDDITI delle industrie farmaceutiche? Per quel che riguarda vannoni non è sufficiente sancire la sua incompetenza solo per la mancanza di una laurea , sarebbe come dire che tutti i medici siano competenti e capaci solo perché hanno la laurea, ma è sotto gli occhi di tutti la lista interminabile di danni provocati da molti medici laureati e incompetenti.IL MALATO SCELGA COME VUOLE CURARSI, giudici e ministri facciano il loro lavoro che non è quello di vietare o imporre .

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 28/12/2013 - 11:13

Non mi sembra etico che la terapia (od auspicata tale) delle malattie neurodegenerative sia demandata ai deliri scientifici di un professore di lettere( o filosofia? boh!). Sicuramente meno pericoloso affidare ad un medico la traduzione e l'esegesi dei testi classici. In questa vicenda gli unici in buona fede sembrano, ahimè, essere soltanto, e per motivi più che comprensibili, i pazienti e/o i loro famigliari. Con buona pace dei dietrologi di turno.