Metro accessibile a Milano? "Solo sulla carta"

Francesco Gallone voleva andare in metro da via della Moscova in Piazza Argentina (5 fermate). In un'ora e mezza non è riuscito ad arrivare a destinazione

Per i disabili, muoversi con la metro a Milano è un'impresa. Francesco Gallone, studente ventunenne, ha provato a recarsi da via della Moscova a Piazza Argentina. Basta prendere la metro sulla Linea 2 (verde) e fare cinque fermate, fino a Loreto. Tempo di percorrenza: una decina di minuti, venti da quando, il 10 luglio, Moscova è stata chiusa per lavori: una fermata che, fino ad oggi, è sempre stata inaccessibile. Francesco, invece, in un’ora e mezza, è riuscito ad arrivare a circa un chilometro dalla destinazione. E nel tragitto gli è capitato di tutto.

Il percorso – Erano circa le 20 di venerdì 8 luglio e Francesco doveva raggiungere gli amici in piazza Argentina per le 21. Munito di pazienza, è uscito da casa con un’ora d’anticipo. Ha preso un bus della linea 94 che lo ha condotto a Garibaldi, dopo aver contattato il centralino dell'Atm: una buona pratica che ogni disabile è obbligato ad adottare ogni volta che vuole prendere i mezzi pubblici per limitare, quando è possibile, i problemi. Una volta in metro è accaduto di tutto. Compreso un ascensore funzionante che si è rotto nel tragitto. Risultato: ci ha impiegato un'ora e venti minuti per non arrivare a destinazione. È stato dirottato a Piola, a circa un chilometro di distanza dal luogo dell’appuntamento. "Una cosa inammissibile, specie per chi è costretto a prendere i mezzi quotidianamente", ha detto a fine corsa.

"Montascale lenti e pericolosi" – La stazione della metro Garibaldi è nuova. Si accede in ascensore e si arriva alla banchina a bordo di un montascale piuttosto recente. Una volta dentro, Francesco si è rivolto a un addetto Atm che ha contattato il centralino per accertarsi che la fermata di Loreto fosse accessibile e che montascale e ascensori presenti fossero funzionanti. Per quanto nuovo, il montascale di Garibaldi necessita dei suoi tempi: per salire e scendere una rampa di scale si deve contare una quindicina di minuti. Sulla banchina Francesco ha atteso l’arrivo dell’addetto Atm perdendo il primo treno: il mezzo, infatti, non è a livello e, per salire, è necessaria una pedana che viene piazzata manualmente (come si vede nel video).

"Nel tragitto si è rotto l’ascensore" – Arrivato a Loreto e oramai vicino al traguardo in soli quaranta minuti, Francesco ha ricevuto la cattiva notizia: "Nel tragitto si è rotto l’ascensore. Se vuoi uscire, devi necessariamente tornare in metro". Destinazione? "Non lo so, ora vediamo", gli ha detto un addetto Atm. Mentre il suo appuntamento sfumava, si è visto passare davanti almeno due treni. La ricerca di una soluzione non è stata immediata, perché anche la fermata Lima è inaccessibile. Poi è arrivata l’illuminazione: "Devi andare a Piola, è l’unica soluzione". Una soluzione a circa un chilometro di distanza dall’appuntamento che, per chi è in carrozzina, di certo non è una "passeggiata". Con due montascale da prendere, uno dei quali installato vent’anni fa, che deve percorrere ben sei rampe di scale.

Le mancanze degli addetti Atm – A Piola le sorprese non sono finite. Nonostante tutte le raccomandazioni precedentemente ricevute dal personale dell’Atm, Francesco non ha trovato alcun dipendente ad attenderlo ed è stato costretto a lanciarsi dalla metropolitana che, come già detto, non è a livello della banchina. Nulla in confronto a ciò che lo attendeva dopo. Fortuna ha voluto che almeno il montascale non si sia fermato, nonostante i suoi tempi e la sua età (clicca qui per vedere il video). "Quello che vi abbiamo raccontato - conclude il ragazzo - non è un caso isolato ma ordinaria amministrazione e , nel 2016, in una città come Milano non è più tollerabile".