Al Milan Lab test genetico per i diavoli E l'alimentazione dei calciatori è calibrata

Anche se non vince (per ora come un tempo), squadra non si cambia. Soprattutto guai a mettere da parte le buone abitudini e i metodi di allenamento che hanno contribuito a rendere vincenti i rossoneri negli ultimi anni. La pensano così a Milanello dove, tanto più d'estate, si lima il new deal che dovrà riportare sorrisi e trofei in casa Milan. C'è infatti un luogo che, pur fra le verdi colline di Carnago, non dorme mai ed è il Milan Lab, il «braccio scientifico» che, dal 2008, ha rivoluzionato i metodi di allenamento dei «diavoli». Merito della sinergia con Nutrilite by Amway, leader nel settore dell'integrazione alimentare. «Noi coniughiamo la natura con la scienza», dice Michael Messner, vice president di Amway Europe. Il messaggio è chiaro: ci sono cose che fanno bene, come la classica «mela al giorno», peccato che, se cotta, perda il 30% del suo potenziale. Ed allora ecco il valore dell'integrazione nel nutrimento. «Assumere un fitonutriente – prosegue Alberto Dolci, responsabile Area biochimica di Lian Lab – procura benefici». Ma la buona regola non vale solo per gli sportivi professionisti: infatti a Milanello non si guarda solo a loro e a come preservare il talento di punte e difensori. In sette anni di lavoro il programma è stato messo a punto anche per le giovani leve ed è seguito dal 2012 da Olivera Zajelac: «Il grosso lavoro è sull'educazione alimentare». E se con i giocatori giovani (e con i loro genitori) la cosa non è semplice, tanto più complicato può esserlo con le grandi star che alternano la disciplina a qualche capriccio. Un metodo però c'è e lo hanno firmato Francesco Avaldi, medico sportivo, con AC Milan dal 2002 e Daniele Tognaccini, project leader di Milan Lab. È un test genetico che ormai il 90% dei calciatori si presta a fare e che in cinque minuti e pochi esercizi permette di fornire un quadro di come stia l'atleta prima di ogni sessione di allenamento. «Trasformiamo le persone in numeri e algoritmi? Un po' è vero, ma ognuno è diverso». E solo sapendo come si sta si può vincere davvero.