Milano, c'è un quartiere che nessuno vuole: colpa degli abusivi

A Inganni, zona calda delle occupazioni, un trilocale di 90 metri quadrati vale il 15% in meno rispetto a sette anni fa. Va peggio in via Padova: troppi stranieri

Non è solo la crisi a tener giù il valore delle case. A Milano, rivela la Camera di commercio, nel primo semestre del 2014 la flessione dei prezzi è stata leggera: -2% per gli appartamenti nuovi, -1,8% per quelli da ristrutturare. Le compravendite sono cresciute del 3,4% rispetto al 2013. Il periodo più nero è alle spalle. Tranne che in alcuni quartieri, tagliati fuori dal rimbalzo immobiliare. Dove i cartelli «vendesi» sono appesi ai portoni da anni, e restano sempre lì a ricordare il problema. Che sta anche nell'aria che tira. Case popolari, alta concentrazione straniera, spaccio di droga nelle vicinanze sono, piaccia o no, deterrenti forti. Fanno crollare la domanda e svalutano appartamenti acquistati 15 anni fa come investimento, talvolta come seconde case che ora il ceto medio impoverito vuole vendere invece che dare in affitto, un po' perché anche le locazioni scendono, un po' «perché il rischio di trovarsi con inquilini insolventi è alto, e prima di arrivare allo sfratto passa molto tempo», osserva Antonio Piccolo, consulente di Assoedilizia.

La fama di strada ad alto tasso d'immigrazione costa cara a via Padova, la lunga arteria verso nord che parte da piazzale Loreto. Se il valore medio per metro quadrato a Milano è 4.047 euro, qui il massimo è 2.800. La svalutazione nell'ultimo biennio è, sempre in media, del 9%. In certi casi molto più alta: un appartamento a ridosso della piazza - 145 metri quadrati da ristrutturare, cinque locali, due bagni - nel 2007 costava 340mila euro. Oggi 262mila. Una caduta libera del 23%. Eppure la zona è ben servita: due linee del metrò, supermercati, negozi. Ti addentri e l'odore del kebab vince sul caffè dei bar: l'ambiente multietnico però non piace a tutti, alcuni residenti dell'area oltre il ponte della ferrovia raccolgono firme contro l'apertura di una moschea, nell'edificio dove sorgevano i Bagni pubblici, di fronte a un deposito vuoto.

Lo spazio c'è, ma chi abita qua si sente al piano basso della piramide sociale, mal tollera l'arrivo di altre masse. Vive come in trincea, una piccola guerra quotidiana in cui il terreno di conquista sono le panchine negli sparuti angoli di verde, o un posto a sedere sul bus 56 - l'unico che percorre tutta la via fin su, al confine con Sesto San Giovanni -, dove si sta sempre pigiati.

L'atteggiamento è cambiato, dice Piccolo: «I potenziali acquirenti fanno molta più attenzione: s'informano sulla nazionalità degli altri inquilini, se sono stranieri chiedono se hanno un lavoro stabile. Temono, altrimenti, di doversi accollare da soli le spese di condominio». La coperta è corta, si guarda al proprio orto.

Anche la presenza di case popolari fa precipitare i prezzi. In media dell'11% nell'area sud-ovest di Inganni, zona calda delle occupazioni, dove la tensione tra residenti regolari, abusivi, forze dell'ordine e istituzioni si è tradotta, il 18 novembre, persino in un agguato vandalico nella sede dell'Aler, l'azienda che fino a pochi giorni fa gestiva gli alloggi. Una bomba carta ha spaccato la vetrina e incendiato computer e documenti: sintomo di una febbre in incubazione da anni che ora si manifesta con virulenza. In via Inganni, tagliata a metà da alberi a folta chioma e prato verde, molti comprarono casa dopo aver lasciato il sud per un futuro migliore. Un sogno oggi svalutato: un trilocale da 90 mq vale il 15% in meno del 2007, da 330mila a 280mila euro. Il clima, in questi palazzoni, è da periferia profonda, una banlieue abbandonata a se stessa in cui si guarda il mondo da lontano.

Nel quartiere sud-est di Corvetto il prezzo al metro quadrato è 2.724 euro, calato del 6,5% nel biennio 2012-13 e del 7,2% nel 2013-14. Con punte in singoli casi fino al 10%. Non è solo la crisi, quindi: in questa terra di nessuno al buio di un cavalcavia si taglia e si spaccia la droga in cantine e appartamenti occupati. Lo scorso 27 novembre la polizia ha arrestato 18 persone: ad aiutare gli agenti, offrendo loro le proprie case per gli appostamenti, sono stati altri residenti, esasperati. Minoranza tranquilla che vorrebbe un quartiere diverso. Oppure vendere e cambiare vita. Sempre che, nonostante i prezzi favorevoli, qualcuno compri.

Commenti

piertrim

Lun, 15/12/2014 - 21:06

I buonisti rovinano gli italiani ma non calano nè IMU, nè Tasi sugli immobili svalutati.

Altoviti

Gio, 04/02/2016 - 14:42

I migranti vanno riportati a casa loro, solo così si possono risolvere i problemi degli italiani!