Milano, morto il farmacista avvelenato con il cianuro

Luigi Fontana, il farmacista avvelenato con un aperitivo al cianuro dall'amico imprenditore Gianfranco Bona per questioni di debiti, è morto questa mattina <strong>FOTO:</strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/milano_consegna_crodino_avvelenato/... target="_blank"> <strong>La consegna del Crodino avvelenato</strong></a>

Non ce l'ha fatta. Luigi Fontana, il farmacista avvelenato con un aperitivo al cianuro dall'amico imprenditore, Gianfranco Bona, è morto questa mattina in ospedale a Milano.

Era in coma da due settimane. Bona, adesso in carcere, ha confessato di aver avvelenato l’amico per evitare di pagare un debito di 270 mila euro.

L'uomo, fermato dopo gli accertamenti compiuti dalla polizia, aveva detto al pm che pensava di usare il veleno contro se stesso. Ma poi ha spiegato di aver cambiato idea "solo all'ultimo momento", decidendo invece di versarlo nel Crodino che avrebbe bevuto Luigi Fontana, e di averlo fatto scivolare dentro al bicchiere mentre camminava lungo quei pochi metri che separano il bar Valdagno dalla farmacia in via Forze Armate.

Bona, benestante titolare di una ditta specializzata nel trasporto dei farmaci, tempo fa aveva provato a ingrandirsi, ma gli affari gli erano andati male. Nel 2006 Fontana gli aveva prestato una forte cifra che lui era stato in grado di restituire solo in parte, restando debitore di 270mila euro.

Il farmacista gli faceva pressioni sempre più forti tanto che lui, disperato, con una scusa avrebbe chiesto proprio all'amico di procurargli del cianuro per suicidarsi. Ma il cianuro poi l'ha bevuto Fontana il 2 aprile scorso. L'uomo si era subito sentito male ed era finito in coma. Il cianuro infatti blocca i meccanismi di ventilazione dell'organismo e il cervello della vittima, rimasto senza ossigeno, ha riportato danni permanenti.

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 20:06

Qui si legge che l'assassino avrebbe chiesto e ottenuto proprio dal farmacista il cianuro e sembra quasi che questi sapesse delle intenzioni dell'aspirante suicida. La cosa è priva di senso: una volta morto il debitore non avrebbe potuto restituire i soldi e il farmacista si sarebbe trovato un credito inesigibile e il rischio che si scoprisse la provenienza del veleno. Non vogliamo nemmeno ipotizzare che al farmacista potesse andar bene il suicidio dell'amico insolvente quale punizione. Rimane comunque il fatto della leggerezza con cui ha agito il farmacista fornendo un veleno a persona non autorizzata a possederlo e usarlo. Un'ultima cosa: ma dove lo ha letto l'autrice dell'articolo che il cianuro blocca la ventilazione causando quindi ipossia ipossiemica?Il cianuro causa anossia citotossica per complessamento con il ferro dell'emoglobina e dell'enzima ferrocitocromossidasi impedendo l'utilizzo nei tessuti dell'ossigeno pur presente nel sangue.

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 20:06

Qui si legge che l'assassino avrebbe chiesto e ottenuto proprio dal farmacista il cianuro e sembra quasi che questi sapesse delle intenzioni dell'aspirante suicida. La cosa è priva di senso: una volta morto il debitore non avrebbe potuto restituire i soldi e il farmacista si sarebbe trovato un credito inesigibile e il rischio che si scoprisse la provenienza del veleno. Non vogliamo nemmeno ipotizzare che al farmacista potesse andar bene il suicidio dell'amico insolvente quale punizione. Rimane comunque il fatto della leggerezza con cui ha agito il farmacista fornendo un veleno a persona non autorizzata a possederlo e usarlo. Un'ultima cosa: ma dove lo ha letto l'autrice dell'articolo che il cianuro blocca la ventilazione causando quindi ipossia ipossiemica?Il cianuro causa anossia citotossica per complessamento con il ferro dell'emoglobina e dell'enzima ferrocitocromossidasi impedendo l'utilizzo nei tessuti dell'ossigeno pur presente nel sangue.

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 20:06

Qui si legge che l'assassino avrebbe chiesto e ottenuto proprio dal farmacista il cianuro e sembra quasi che questi sapesse delle intenzioni dell'aspirante suicida. La cosa è priva di senso: una volta morto il debitore non avrebbe potuto restituire i soldi e il farmacista si sarebbe trovato un credito inesigibile e il rischio che si scoprisse la provenienza del veleno. Non vogliamo nemmeno ipotizzare che al farmacista potesse andar bene il suicidio dell'amico insolvente quale punizione. Rimane comunque il fatto della leggerezza con cui ha agito il farmacista fornendo un veleno a persona non autorizzata a possederlo e usarlo. Un'ultima cosa: ma dove lo ha letto l'autrice dell'articolo che il cianuro blocca la ventilazione causando quindi ipossia ipossiemica?Il cianuro causa anossia citotossica per complessamento con il ferro dell'emoglobina e dell'enzima ferrocitocromossidasi impedendo l'utilizzo nei tessuti dell'ossigeno pur presente nel sangue.