Milano, la Scuola Svizzera capitola e cancella il regolamento anti-disabili

Dopo la polemica sollevata dal suo nuovo regolamento che sconsigliava l'iscrizione agli studenti disabili, la Scuola Svizzera di Milano ha cancellato l'articolo incriminato

La Scuola Svizzera di Milano, salita alla ribalta delle cronache per il nuovo regolamento definito discriminatorio, ha fatto marcia indietro e ha cancellato l'articolo che sconsigliava l'iscrizione a studenti con disabilità cognitive, disturbi dell'apprendimento o gravi handicap motori.

"Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali" e poi "Essendo l'edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una scuola adatta a studenti con gravi handicap motori". Sono questi gli articoli del nuovo regolamento dell'istituto, approvato a maggio, che hanno scatenato la polemica.

Oltre alle associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità, come la Ledha, erano intervenuti anche diversi esponenti del mondo politico, in primis la titolare del dicastero dell'Istruzione che ha definito quell'articolo "inacettabile". "In Italia abbiamo una legge che dal 1977 ha consentito di superare le classi differenziali perché sappiamo che le differenze sono una ricchezza, non un impedimento - ha precisato la ministra Valeria Fedeli - E perché il nostro modello punta all’inserimento e all’inclusione, non all’esclusione di chi ha più difficoltà".

Anche il sindaco del capoluogo meneghino ha espresso il suo disappunto. "Tutto questo è inaccettabile - ha scritto su Facebook - È l’esatto contrario del modello inclusivo di scuola che è previsto in Italia. Questa non è la Milano che vogliamo". Immediate le reazioni bipartisan, che facendo eco all'accusa di discriminazione della Ledha, chiedevano provvedimenti contro la Scuola.

A nulla sono valse le precisazioni del presidente dell'istituto di via Appiani, Luca Corabi De Marchi, che il regolamento andava inteso come un "consiglio" alle famiglie, "un chiaro e onesto invito al dialogo" e non un divieto. "La nostra scuola accoglie tutti coloro che vogliano seguire il nostro percorso formativo a condizione che la loro conoscenza della lingua tedesca sia sufficiente - si era giustificato - Tra i nostri allievi ci sono sempre stati, e ci sono anche attualmente, studenti autistici, dislessici o affetti da discalculia in percentuali del tutto assimilabili a quelle delle scuole pubbliche".

Alla fine la Scuola Svizzera, una scuola privata non paritaria sottoposta alla sorveglianza del Dipartimento Federale degli Interni di Berna ma il cui certificato di maturità è riconosciuto dallo Stato come equivalente a quello delle scuole italiane, ha dovuto capitolare. E l'articolo incriminato è stato cancellato. A comunicare la notizia alla ministra Fedeli, che l'ha accolta "con soddisfazione" è stata la stessa ambasciata Svizzera.

Commenti

Garombo

Mar, 01/08/2017 - 12:30

A cosa bisogna arrivare per avere un po di decenza umana.