Il mistero del mulino. Ecco cosa accadeva nel luogo del ritrovamento di Loris

La testimonianza di Giuseppa Caggia, proprietario del mulino, luogo del ritrovamento del piccolo Loris

I rilievi della polizia scientifica nell'abitazione dei genitori di Loris Stival a Santa Croce Camerina

La polizia scientifica è tornata in contrada Mulino Vecchio a Santa Croce Camerina (Ragusa) per una serie di nuovi rilievi tecnici sul posto dov’è stato ritrovato il cadavere di Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni strangolato e gettato in un canalone. A Mattino Cinque è stato intervistato Giuseppe Caggia, proprietario del mulino. L'uomo ha spiegato che c'erano ingressi "sospetti" in quel mulino: "Ogni tanto entravano dentro la casa. Per esempio, nella stanza di sopra ho trovato la coperta tirata, ma non penso che dormissero lì. Entravano, ma eccezionalmente, anche se il mulino lo tenevo senza lucchetto. Ultimamente si sono portati via due frigoriferi e una coperta imbottita". Caggia, ex carabiniere, è rimasto sorpreso del fatto che gli investigatori non abbiano effettuato perquisizioni in quel luogo: "Se quello era un luogo accessibile da estranei, è possibile che sia stato utilizzato, ma la polizia non è venuta"