Modella rapita a Milano: il pm chiede 16 anni e 8 mesi per Herba

Il pm ha chiesto di riconoscere all'uomo le attenuanti per la "lievità del fatto"

La procura di Milano ha chiesto la condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere per il polacco Lukasz Herba che, a luglio dello scorso anno, sequestrò una modella, tenendola prigioniera per una settimana.

L'11 luglio Chloe Ayling, una modella londinese, era volata a Milano per un'offerta di lavoro: avrebbe dovuto posare per un finto servizio fotografico, in uno studio allestito appositamente dai suoi rapitori, Lukasz Herba e il fratello Michal. La modella aveva raccontato, come aveva riportato il Giornale, le fasi del rapimento. Entrata nel finto studio, Chloe era stata aggredita, stordita con un'iniezione di ketamina, spogliata e fatta entrare in un borsone da viaggio. Poi era stata trasportata, viggiando nel bagagliaio dell'auto, in un casa di montagna a Lemie, una frazione del Piemonte vicina al confine con la Francia. La modella, successivamente, aveva condotto gli inquirenti nei luoghi del rapimento e del sequesto, come mostra il video girato dalla polizia.

I rapitori avevano poi contattato il manager della modella, minacciando di metterla all'asta sul deep web, se non avessero ricevuto il pagamento di 500mila euro. I fratelli Herba si erano dichiarati appartenenti al gruppo della Black Death, l'organizzazione che gestisce il traffico on line di persone e che aveva pubblicato sul web due foto della ragazza. Per l'asta si partiva, come sempre quando si tratta di ragazze rapite, da una base di 300mila euro. Successivamente, dopo una settimana, Lukasz aveva liberato la donna, portandola all'ambasciata, ma lì aveva trovato le forze dell'ordine, che lo avevano arrestato. Il fratello era invece stato fermato in Germania e ora è in attesa dell'estradizione.

Ora il pm di Milano Paolo Storari ha chiesto di condannare Lukasz Herba a 16 anni e 8 mesi di carcere, invitando la Corte d'Assise a riconoscere l'attenuante della "lievità del fatto", dovuta alla breve durata del sequestro e alla liberazione concessa dal rapitore stesso, che ha accompagnato la modella al consolato. Il magistrato ha poi considerato le "condizioni soggettive" dell'imputato, che soffrirebbe di un "disturbo narcisistico della personalità", che avrebbe manifestato vantandosi con la ragazza di aver già effettuato altri sequestri, in realtà mai avvenuti. Secondo Storari, Herba "si presenta agli altri come un delinquente e in effetti lo diventa quando compie il sequestro, ma prima lo era solo nella sua fantasia".

Nonostante la richiesta dell'attenuante, il pm ha evidenziato che le modalità del rapimento"non sono state delle migliori dal momento che la ragazza è stata legata, drogata e messa in una valigia". Se fosse stata allergica alla ketamina o se fosse stata claustrofobica, Chloe sarebbe morta. Oltre alla condanna, il pm ha chiesto l'espulsione dall'Italia di Herba a pena espiata.