Modena, picchia coinquilino e manda due agenti in ospedale: fermato nigeriano

A causare la furia del nigeriano, inserito nel programma di accoglienza per i richiedenti asilo, è stato un banale litigio per l’uso della lavatrice

Prima ha picchiato ferocemente il suo coinquilino, poi ha aggredito i poliziotti intervenuti per riportare l’ordine mandandoli in ospedale e, infine, si è sporto dal balcone minacciando di buttarsi nel vuoto. Protagonista di questa sconcertante scia di follia e violenza avvenuta in un appartamento di via Zurlini a Modena è un nigeriano di 23 anni, ospite in città perché inserito nel programma di accoglienza per i richiedenti asilo.

Tutto avrebbe avuto inizio a causa di una banale lite domestica per l’uso della lavatrice. L’africano, innervosito dal comportamento di un coinquilino 28enne originario del Bangladesh, ha perso la testa e lo ha colpito con una serie di calci e pugni.

A far scattare l’allarme sono state le grida e i forti rumori provenienti dall’abitazione. Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Volante di Modena che hanno dovuto affrontare la furia dell’immigrato.

Quest’ultimo, infatti, se l'è presa anche con gli agenti, minacciando di gettare contro di loro oggetti che aveva in casa, tra cui due cellulari. Prima che i poliziotti riuscissero a sottrarglieli, il nigeriano ha estratto le due sim dai telefoni ingoiandone una e piegando l’altra in modo da danneggiarla.

Lo straniero, completamente fuori di sé, si è rifiutato di andare in Questura perché temeva di perdere l’alloggio fornitogli dal programma di accoglienza. Così, dopo essere corso verso il balcone, è arrivato a minacciare di gettarsi nel vuoto.

La situazione, già tesissima, è peggiorata all’arrivo degli agenti di una seconda Volante. L’immigrato, per sfuggire al fermo, ha dato il via ad una accesa colluttazione durante la quale ha aggredito e ferito due poliziotti, successivamente costretti a ricorrere alle cure in ospedale.

Bloccato e reso inoffensivo con enorme difficoltà, il nigeriano è stato tratto in arresto con le accuse di lesioni e resistenza a Pubblico ufficiale. Dopo una notte in cella, il richiedente asilo è stato condotto in Tribunale per il processo direttissimo.