Montesilvano, il diktat dell'Ong: "Date una casa ai senegalesi"

Amensty International si schiera contro l'ordinanza del sindaco di Montesilvano che ha previsto lo sfratto dei senegalesi da alcune palazzine occupate abusivamente ma intanto a soffrire è il turismo

Ora le Ong intervengono persino sulle ordinanze dei sindaci. Amnesty International si è schierata, in particolare, a difesa dei senegalesi di Montesilvano che sono stati sfrattati dalle palazzine di via Ariosto su decisione del primo cittadino Francesco Maragno.

Amnesty lamenta il fatto che i senegalesi non riescano ad avere una casa in affitto in quanto i possibili affittuari, appena scoprono che questi provengono da via Ariosto, si rifiutano di farli entrare la propria casa. L’Ong chiede, quindi, al Comune “di contrastare nelle dichiarazioni e nei fatti ogni forma di discriminazione e di campagna di criminalizzazione contro la comunità senegalese di Montesilvano, e di favorire attivamente le persone sgomberate in via Ariosto nella ricerca finora vana di un alloggio alternativo, al quale chiedono di accedere senza condizioni di favore. Un alloggio adeguato è un diritto umano riconosciuto dal diritto internazionale”. Amnesty, forse, dimentica che l’ordinanza del sindaco era nata per motivi igienico-sanitari e strutturali.

I senegalesi che occupavano gli stabili di Via Ariosto, infatti, come abbiamo già scritto, erano stati ospitati temporaneamente in alcuni alberghi ma avevano avuto causato problemi al personale e disturbato gli altri ospiti della struttura. Una situazione, questa, che sta danneggiando molto il turismo come è stato evidenziato in un incontro tra la Confindustria locale, l’Assobalneari Abruzzo e il sindaco di Montesilvano. Notevoli sono i problemi che l’accoglienza dei migranti sta creando nel territorio. “Al problema odierno si sono aggiunti altri fenomeni non evitabili come la gestione del terremoto e il degrado ambientale, che rischiano di paralizzare gran parte dell’attività turistica dei grandi alberghi, ove Montesilvano è il primo distretto turistico d’Abruzzo in termini di posti letti e presenze”, ha spiegato Lucio Laureti, vicepresidente della sezione turismo di Confindustria Chieti-Pescara. Il sindaco Maragno, dal canto suo, ha detto di essere a lavoro “per ridurre la presenza dei migranti sul territorio, affinché questi non vengano più percepiti come un problema o un ostacolo allo sviluppo della città” e ha garantito che l’avvio del progetto di accoglienza Sprar “permetterà non solo di evitare la concentrazione dei migranti nelle zone commerciali e turistiche, ma anche di impegnare i profughi in attività formative e lavorative capaci di favorirne l’integrazione”. Il Prefetto, a tal proposito, ha assicurato che con l’avvio operativo dello Sprar tutti i migranti accolti attualmente nei C.A.S. (centri d’accoglienza straordinaria) e cioè nei 2 alberghi di Montesilvano, saranno mandati in apposite strutture gestite dal Comune di Montesilvano, in aree né turistiche né commerciali.

Commenti

killkoms

Gio, 27/07/2017 - 21:03

altrimenti che fanno?si arrabbiano?tutti a comandare a casa d'altri?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 28/07/2017 - 09:59

DATE UNA CASA AI SENEGALESI E FATE DORMIRE IN AUTO GLI ITALIANI.QUESTA è DEMOCRAZIA IL PARTITO AL GOVERNO LO DICE SI? PD PARTITO DEMOCRATICO QUESTA è LA SUA DEMOCRAZIA.