Morì dopo un intervento: cuore "ustionato" da surriscaldamento

Mauro Pianta, giornalista, mor' lo scorso 4 aprile a seguito di una gastroscopia

L'esame istologico sul cuore del giornalista Mauro Pianta, morto a 47 anni lo scorso 4 aprile, ha rivelato la causa del decesso.

Il giornalista se n'era andato, lasciando la moglie e due figli, a seguito di una gastroscopia a radiofrequenza, effettuata in day hospital alle Molinette di Torino. Al termine dell'esame, effettuato in anestesia totale, Pianta era stato colpito da un'improvviso malore, che non gli aveva lasciato scampo. Ora l'analisi istologica ne rivela le cause. I tessuti del cuore dell'uomo appaiono come ustionati: sembra che ci sia stata una dispersione anomala di calore dall'apparecchio usato durante la gastroscopia.

Ma l'apparecchiatura usata al Molinette ha un rilevatore di calore, che dovrebbe segnalarne il surriscaldamento, ma che non si è attivato nel corso dell'operazione. Durante l'esame tutti i parametri del paziente apparivano nella norma e le codizioni di salute sembravano buone. Nulla che facesse presagire il tragico epilogo. Una fine che, secondo quanto riporta Repubblica, non si sarebbe mai verificata fino ad ora.

Il perito della Procura non ha ancora depositato la sua relazione, riguardante la causa del decesso, ma se il documento dovesse confermare le indiscrezioni sull'esito dell'esame istologico, le posizioni del medico e dell'anestesista indagati potrebbero alleggerirsi.

Mauro Pinta aveva collaborato con diverse testate giornlistiche, a tiratura nazionale, per le quali aveva condotto numerosi reportage e inchieste. Ha scritto per La Stampa, Sole 24 Ore, Il Foglio, Vatican Insider e per il Corriere di Torino.