Morti tre alpinisti: in cordata su Dolomiti precipitano nel vuoto

Tragedia a Solda (Bolzano): recuperati i corpi dal soccorso alpino

Tragedia della montagna a Solda (Bolzano). Sei alpinisti hanno perso la vita mentre cercavano di raggiungere la vetta del Gran Zebrù sulle Dolomiti.

In tre, legati in cordata, erano arrivati - poco dopo le 8,30 - a solo 350 metri, quando precipitati, probabilmente a causa del ghiaccio. I tre - due di Parma, uno di Novara - avevano 22, 45 e 55 anni e facevano parte di una comitiva arrivata da Santa Caterina Valfurva, che aveva in precedenza fatto sosta al Rifugio Pizzini. Una volta ripartita, la comitiva si era divisa in due gruppi. I corpi sono già stati recuperati dal Soccorso alpino della zona. Ancora da chiarire le cause dell'incidente.

E nel pomeriggio altre tre cadaveri sono stati recuperati dai soccorritori. Erano partiti dal rifugio Casati e non sono state ancora identificato perché nello zaino non avevano documenti. Nella storia la giornata odierna è la seconda più tragica di sempre sul Gran Zebrù (3.851 metri). Il 5 agosto del 1997 furono sette le persone a perdere la vita in poche ore. Dopo l’incidente che costò alla vita a tre vigili del fuoco e a un loro amico residenti a Reggio Emilia, una guida alpina della Val Venosta era precipitata assieme a due clienti germaniche. La stessa guida aveva fatto scattare i soccorsi per il primo indicente.

Commenti
Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Dom, 23/06/2013 - 14:34

Nonostante gli appelli alla prudenza, le solite raccomandazioni a non andare fuori pista e tantissime altre volte a scongiurare gli incidenti in montagna, la storia continua a ripetersi. A questo punto le cose da fare sono soltanto due: O radere al suolo le montagne, oppure sollecitare ancor di più le scalate e le arrampicate al gran numero di imbecilli sempre in forte crescita. Io la mia scelta l'ho già fatta e voi?

aeb

Dom, 23/06/2013 - 17:06

@ Luigi.Morettini: "fuori pista"? Che cosa c'entra, nello specifico? Secondo il suo ragionamento quindi i sei morti di oggi sul Gran Zebrù sarebbero stati degli imbecilli.... ma lei sa di che cosa sta parlando? E' mai stato in montagna? Posso solo dirle che dovrebbe vergognarsi di tanta ignoranza e superficialità.

blues188

Dom, 23/06/2013 - 19:02

Luigi.Morettini. Perché non lancia una crociata per far chiudere le piscine, non chiede di mettere la rete a fio spinato lungo le spiagge, di andare a piedi e di mettere blocchi alle ruote di moto, auto e bici? Perché non chiede una legge che obblighi a stare in casa con mobili di plastica antiurto? lei ha fatto queste scelte o no? E non sa che potrebbe incendiarsi anche il suo Pc? Io vado a radere al suolo le montagne, l'aspetto a darmi una mano...

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Lun, 24/06/2013 - 10:06

@aeb- Prima di aprire il tombino che ha sotto il naso impari prima a leggere. Relativamente all'accaduto nel mio post ho solo riportato una parte dei continui appelli volti ad evitare gli incidenti in "montagna" che, però, rimangono puntualmente disattesi: "la prudenza", "non andare fuori pista" (anche un cretino doveva capire che era riferito allo sci, che si pratica anch'esso in montagna anche se c'è chi preferisce farlo sull'acqua) e "tantissimi altri". Pertanto i morti sul Gran Zebrù, come al solito, avranno commesso più di qualche leggerezza, di sicuro dettata dalla loro autoreferenziale esperienza montanara che, alla prova dei fatti si rivela, invece, del tutto inesistente. Circa la mia conoscenza ed esperienza di montagna, posso affermare senza tema di smentita da parte sua che, visto che ho compiuto da un bel po’ di tempo i 70 anni, ne ho da vendere, ma che ai tanti “imbecilli” che vedo in continuazione sfidare baldanzosamente la “MONTAGNA” non offrirei neanche se mi pagassero in diamanti. Dalla sua risposta debbo desumere che Lei sia uno di quei tanti.

aeb

Lun, 24/06/2013 - 11:51

Il suo commento si commenta da solo. Prendo atto che, grazie all'esperienza che le deriva indubitabilmente dai suoi settant'anni, lei - a poche ore dai fatti - sapeva già esattamente che cosa è successo sulla spalla del Gran Zebrù. Buon per lei.

Raoul Pontalti

Lun, 24/06/2013 - 15:42

Ottima la scelta fatta da Morettini di andare di corsa a scalare le montagne più impervie...(non essendo logicamente praticabile quella di spianare le montagne). Per la cronaca: la temperatura in quota era troppo elevata e le abbondanti nevicate pregresse hanno creato una situazione di neve "molle" troppo pericolosa. Ciò nonostante diverse cordate hanno tentato l'ascesa al Gran Zebrù nel fine settimana e per due di esse (di cui una in difficoltà già dal mattino) la sorte è stata tragica. Non basta il possesso della tecnica alpinistica, occorre anche una buona capacità di valutazione della situazione particolare del momento unita al "coraggio" di saper rinunciare.

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Lun, 24/06/2013 - 16:06

il granzebrù si vendica sempre dei suoi assalitori . oggi ascoltavo , e tre giovani sono morti scivolando lungo i canaloni , solo 500 metri , solo perché hanno ritenuto di essere più forti della montagna , e alle insistenze di altri alpinisti , di girarsi , non hanno dato importanza , un attimo dopo precipitavano . a me le grandi montagne piacciono da terra, le tre cime sono una favola , il gran zebrù è spettacolare , ma sempre da terra . ora pazienza i morti , il problema sorge quando altri alpinisti debbono andare a salvarli rischiando la loro vita . ecco io questo non lo tollero .vuoi scalare la montagna ? bene ma non chiedere aiuto , ricordati che sei solo , la mia non è carognata , ma ne ho viste di morti in alta montagna per imbecillità di arrampicatori che si ritenevano dio , e hanno provocato anche la morte di soccoritori . scusatemi , se dico queste cose , ma so cosa siano le mie montagne .